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Vienna, l’elegante città asburgica

Cosa vedere in un weekend a Vienna

Capitale dell’Austria e città il cui centro storico è stato riconosciuto dal 2001 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, Vienna è una  realtà ricca di luoghi da scoprire legati sia al suo notorio passato imperiale sia alla sua fervente scena culturale.

Musei, caffetterie storiche, palazzi imperiali, la città fa vanto del suo passato asburgico, ma anche della sua propensione al moderno che la rendono un polo ricco di attrattiva e di luoghi sempre nuovi da esplorare. Ci si muove tra residenze aristocratiche, chiese barocche, palazzi Jugenstill ed edifici legati al modernismo, in una città elegante e, a suo modo, romantica.

Giorno 1. Atterrati all’alba all’aeroporto di Vienna, compriamo all’uscita del gate il biglietto per il CAT (City Airport Train), il treno veloce che collega l’aeroporto al centro città (al costo di 11 euro) e, in soli 16 minuti, giungiamo a destinazione. Ci dirigiamo subito verso la nostra prima tappa, il Duomo di Santo Stefano o Stephandsom, emblematico esempio di architettura gotica che si staglia, sontuosa, al centro della sua piazza Stephansplatz. A colpire, oltre alla sua spiccata verticalità e la sua ingente mole, sono il tetto formato da migliaia di tegole colorate e posizionate in modo da raffigurare lo stemma austriaco e l’alto campanile. Sorprendenti anche le sue torri, soprattutto quella sud, da cui, salendo i suoi 343 gradini, è possibile abbracciare con lo sguardo l’intera città. L’interno è altrettanto bello e maestoso. Terminata la visita, attraversiamo il Graben, la via dello shopping interamente pedonale, in direzione Hofburg, residenza invernale della dinastica asburgica che racchiude, tra le tante eccellenze, il Museo dedicato a Sissi e la Biblioteca Nazionale. Per mancanza di tempo decidiamo di non visitare gli interni e, dopo un pranzo al volo presso il Venus Bistro & Take-away (cucina vegana), percorriamo la Ringstrasse per vedere gli esterni dell’Opera di Vienna, la Wiener Staatsoper. Prima però (ammetto che in realtà volevo ometterlo, ma la pancia va oltre qualsiasi tipo di intolleranza al lattosio), facciamo una tappa presso l’Hotel Sacher per assaggiare un pezzo della famosa torta (che poi, in realtà, non posso mangiare, ma un pezzettino che male fa…). L’atmosfera è quella di un tipico caffè viennese, con stucchi e pomposi lampadari. Sinceramente non una tappa imperdibile considerata anche la fila per accedere e il costo. Proseguendo nel nostro giro, ci imbattiamo in numerosi e caratteristici caffè viennesi dall’eleganti insegne con vetrine colme di dolcetti e cioccolatini che indico, devo ammettere, come una bambina. Tappa preferita della giornata e, secondo me, un luogo assolutamente da non perdere è il quartiere di Landstrasse, nella zona orientale della città, dove sorge un complesso di variopinte case popolari progettate negli anni Ottanta da Friedensreich Hundertwasser. Qui a far da padrone sono il colore delle facciate e il verde degli alberi che ci regalano, ormai al tramonto, una Vienna inaspettata che sposa i principi dell’architettura con la bellezza e le forme della natura. Concludiamo la nostra giornata con un giro per la città ormai illuminata artificialmente fino al Rathaus, il Municipio di Vienna in stile neogotico con l’alta torre posta nel mezzo.

Giorno 2. La nostra giornata inizia di buonora in modo da avere più tempo possibile per la visita al Belvedere, un complesso in stile barocco composto da due palazzi (Belvedere Inferiore e Belvedere Superiore) collegati da un vasto giardino con fontane e statue. Il complesso ospita al suo interno la Galleria dell’Arte Austriaca divisa in 3 sezioni: il Museo d’Arte Barocca, il Museo delle Opere Medievali e la Galleria d’Arte del XIX e XX sec. Decidiamo di concentrare la nostra visita presso il Belvedere Superiore (dove sono conservate le ultime due collezioni) e passiamo da un salone all’altro ammirando (tra le tante splendide opere) la più grande collezione di dipinti di Gustav Klimt, tra cui il famoso Bacio, e numerose opere di Egon Schiele, tra i miei artisti preferiti, con la sua linea spezzata che da vita a corpi rotti di un’umanità carnale/brutale e dalla forte carica sessuale. Il consiglio è quello di arrivare presso il Belvedere all’orario di apertura e di acquistare il biglietto online. Le file infatti sono ingenti, la struttura è davvero grande e la visita, date le dimensioni del complesso e la vastità della pregevole collezione, porterà via un bel numero di ore (assolutamente ben spese). Terminata la nostra visita ormai nel pomeriggio, procediamo a piedi verso la Karlskirche, la Chiesa di San Carlo Borromeo, un’imponente costruzione in stile barocco che si staglia sul cielo azzurro di una domenica di novembre. Finito il tempo a nostra disposizione, riprendiamo il nostro CAT in direzione aeroporto, lasciandoci alle spalle una Vienna imperiale ma, al tempo stesso, moderna.

Se avessimo avuto più tempo a disposizione avremmo visitato anche:

  • Museo dell’Albertina
  • Castello di Schönbrunn
  • MuseumsQuartier
  • Naschmarkt
  • Prater