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Un weekend alla scoperta della Val di Non e dei suoi dintorni

Boschi lussureggianti, castelli incantati, montagne innevate, laghi color smeraldo, la Val di Non è il luogo ideale per immergersi completamente nella natura alla scoperta di paesaggi spettacolari e caratteristici paesini che sorgono alle pendici dei verdi monti dove la vita sembra congelata in un’epoca indefinita e dove il tempo pare scorrere più lentamente.

Pensando alla Val di Non, non possono non venire in mente i filari di meleti che caratterizzano la zona, ma questa terra ha molto di più da offrire ed è il luogo ideale per moltissime attività all’aria aperta, tra cui la possibilità di praticare trekking o fare escursioni tra le sue splendide gole, i suoi masi, le sue malghe e, ovviamente, sulle sue spettacolari vette.

Infine, anche il territorio circostante offre meravigliosi paesaggi da scoprire a contatto con la natura.

Itinerario

1 Giorno – Canyon Rio Sass, Lago Smeraldo e Sentiero nella roccia per San Romedio. Partiti intorno alle 7 da Milano con la macchina, ci dirigiamo direttamente verso la prima attività della giornata, la visita al Canyon Rio Sass, presso la località di Fondo, capoluogo dell’Alta Val di Non. Il paese di Fondo è infatti tagliato in due parti da una profonda gola scavata nel corso dei millenni dallo scorrere incessante ed impetuoso del torrente Rio Sass, da cui prende il nome. Ed è proprio qui che ha origine questo spettacolare orrido accessibile solo dal 2001 grazie alla costruzione di passerelle e scalette che permettono il passaggio al suo interno, sospesi sul torrente. Il Canyon è gestito dalla Cooperativa Smeraldo ed è visitabile solo effettuando una prenotazione con leggero anticipo (io ho prenotato il giorno prima per quello seguente senza avere problemi). Giunti al paese, dopo un caffè veloce, ci dirigiamo presso il punto di incontro (Piazza San Giovanni, 9 Fondo – Borgo D’Anaunia – Val di Non – Trentino), paghiamo in loco il ticket d’accesso (10 euro) e attendiamo la nostra guida locale. Indossati i caschetti di protezione, cominciamo la nostra esplorazione accompagnati dalla spiegazione della persona che ci accompagna che ci fornisce cenni storici e indicazioni geologiche. Ci inoltriamo velocemente tra le strette pareti del canyon, mentre la temperatura comincia a scendere sempre di più e il clima diviene più umido. Ci imbattiamo in cascate, acque vorticose che scorrono sotto i nostri piedi a circa 50 metri di altezza, ci facciamo strada tra stalattiti e vegetazione, percorrendo 145 metri di dislivello e circa 1.200 gradini (andata e ritorno). Qui i giochi di luce sono splendidi. I raggi del sole si fanno spazio tra gli anfratti delle rocce, illuminando solo in parte il percorso. Dal basso, a decine di metri sopra le nostre teste, si scorgono le case del paese costruite a strapiombo sulla roccia. La vegetazione nella parte centrale del tragitto è quasi esotica, con piante rampicanti e cadenti di un bel verde accesso, illuminate dal sole che qui ha modo di penetrare con più forza. Arrivati alla fine, ripercorriamo il canyon per giungere al punto di inizio.

Terminata la nostra visita, decidiamo di seguire le indicazioni per il Lago Smeraldo, percorrendo la passeggiata del Burrone di Fondo, che dal centro del paese giunge sino la lago, risalendo il corso del Rio Sass. È possibile imboccare il percorso in due punti e noi optiamo per quello con partenza presso la Casa dell’Acqua. Da qui iniziamo a passeggiare tra le alti pareti del canyon e tra la rigogliosa vegetazione che ci circonda, accompagnati dallo scroscio dell’acqua. In circa 15/20 minuti giungiamo presso una piccola cascata in uscita dal lago. Saliamo le scale laterali e arriviamo sul sentiero che gira intorno al Lago Smeraldo, un variopinto bacino creato da uno sbarramento artificiale. Qui cielo ed acqua si uniscono creando degli splendidi riflessi.

Ci fermiamo per una pausa veloce in un’osteria del paese e ci dirigiamo poi presso il nostro albergo per effettuare il check-in e scaricare gli zaini (avevo una vecchia Smartbox ormai in scadenza e ho deciso di utilizzarla in questa occasione).

Dopo una breve rinfrescata, recuperiamo l’auto diretti a pochi minuti da Fondo per intraprendere il Sentiero nella roccia per San Romedio, un percorso panoramico di circa 2,7 chilometri che porta sino all’eremo in circa 50 minuti. Lasciata l’auto nel parcheggio nei pressi del Museo Retico di Sanzeno, imbocchiamo il percorso che parte dal lato opposto della strada rispetto al museo. Camminiamo inizialmente su una passerella di legno e poi ci inoltriamo tra distese di meli, prima di addentrarci nel bosco. Dopo alcuni minuti giungiamo sino all’inizio del canyon su cui continua il nostro itinerario scavato nella roccia, protetto da staccionate e sospeso per metri nel vuoto. Percorriamo il sentiero che costeggia la parete rocciosa, immersi in uno splendido scenario. Sotto di noi le pareti del canyon si restringono e rimane posto solo per una stretta strada carrabile. Nel procedere, incrociamo una parete per arrampicata e ritorniamo poi nel bosco fino a giungere sulla strada asfaltata,vista prima dall’alto. Percorso ancora qualche metro, cominciamo ad intravedere il Santuario di San Romedio posto su uno sperone roccioso, a 70 metri di altezza. Facciamo un ultimo tratto in salita e arriviamo infine nel cortile del Santuario, esempio di arte cristiana medievale/rinascimentale molto scenografico all’esterno, grazie alla sua collocazione, e molto modesto all’interno. Saliamo fino in cima e ci godiamo il panorama sul canyon da un’apertura a strapiombo. Cominciamo poi la discesa riprendendo in senso opposto il nostro percorso di andata che ci regala ancora scorci spettacolari.

Riprendiamo infine la nostra auto e torniamo in hotel per la cena.

Prenotazioni per il Canyon Rio Sass: Cooperativa Smeraldo, Piazza San Giovanni, 9 FONDO – Borgo D’Anaunia – Val di Non – Trentino tel. (+39) 0463 850000 smeraldo@fondo.it

Link hotel: https://www.ladymariahotel.com/it/

2 Giorno – Ponte sospeso Ragaiolo e Lago di Tovel. Dopo colazione, prendiamo l’auto diretti verso il Ponte sospeso Ragaiolo, in Val di Rabbi a circa 45/50 minuti da Fondo, ammirando, sulla strada per la nostra meta, il magnifico panorama che ci circonda e alcuni splendidi scorci, come quello sul Lago di Santa Giustina. Il tragitto per raggiungere il ponte è un giro ad anello che parte in prossimità del parcheggio a pagamento, subito dopo il paese di Rabbi Fonti. Imbocchiamo il percorso che sale attraverso il bosco, seguendo le indicazioni per il ponte. Superiamo il dislivello senza troppa fatica e in circa 40 minuti giungiamo presso la nostra meta. Il ponte è lungo 100 metri e si trova ad una altezza di 50 metri, proprio sopra la cascata del torrente Ragaiolo. Prima ancora di attraversarlo, lo sguardo va sulla bella valle, sul verde degli alberi del bosco e sull’acqua che scorre veloce proprio sotto di noi. Al nostro passaggio il ponte traballa, mosso dal passo delle persone e dal leggero vento, dandoci un po’ di sana adrenalina, mentre ci godiamo la vista della cascata e del suo salto. Proseguiamo lungo il percorso di ritorno verso il parcheggio, scoprendo altri panoramici scorci sulla Val di Rabbi.

Ripresa la nostra auto, ci fermiamo nel piccolo paese di San Bernando, subito dopo Rabbi Fonti, per mangiare qualcosa, catturati anche dalla bella vista sulle montagne color smeraldo e sui corsi d’acqua che scendono dai pendii. Come sa chi ha letto i precedenti articoli, io sono vegana e mi rendo conto che in località come queste è davvero difficile trovare qualcosa, ad esclusione dell’insalata, della pasta al pomodoro o delle patate. Per questo motivo apprezzo sempre tanto chi si preoccupa di darmi comunque qualcosa in più, senza guardami basito. Ci fermiamo presso l’Osteria Al Rabies che cito perché, non potendo giustamente giudicare in alcun modo il cibo che non posso magiare (ma che mi hanno confermato sia buono), posso invece elogiare la gentilezza del cuoco/proprietario nel propormi alternative vegetali non in menù e nell’offrimi l’olio buono della Sicilia. Molto apprezzato.

Riprendiamo il nostro viaggio infine in direzione Lago di Tovel, il lago naturale più grande della Val di Non a 1.178 metri di altitudine. Essendo una meta molto gettonata e di conseguenza abbastanza battuta dal turismo, possiede svariati parcheggi posti a diverse distanza dal lago, tutti prenotabili online, in modo da assicurarsi il posto per l’intera giornata (questa cosa l’ho scoperta però la mattina della nostra gita). Senza prenotazione dunque, sperando nell’orario pomeridiano ormai di rientro, ci inoltriamo tra le montagne sino al parcheggio a pagamento dove troviamo posto senza nessun problema. Imbocchiamo subito il percorso e in pochissimi minuti ci di apre davanti a noi il lago in tutta la sua bellezza con le sue meravigliose sfumature azzurre e verdi, le sue acque cristalline circondate dalle Dolomiti e dai rigogliosi boschi che si riflettono sulla sua calma superficie. È possibile esplorare la zona percorrendo il sentiero che gira attorno al lago, pullulante di scorci da scoprire. Imboccato dunque questo percorso, passiamo tra tratti boschivi, zone in salita e in discesa, imbattendoci in girini, pini, abeti e larici fino a giungere, sul lato opposto rispetto alla partenza, presso le bianche spiaggette Rislà affacciate sull’acqua limpida e fredda del lago. Molto suggestivo e assolutamente imperdibile.

Ormai nel tardo pomeriggio recuperiamo il nostro mezzo e lasciamo questa meravigliosa zona del Trentino con il monito di ritornare in moto la prossima volta .

Link parcheggio Lago di Tovel: https://mobilita.campigliodolomiti.it/location/valditovel/parcheggio.html