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Un weekend a Copenaghen

Green e sostenibile, storica e moderna, Copenaghen è perfetta per chi vuole dedicarsi alla sua visita percorrendo le impeccabili piste ciclabili che si snodano nel suo tessuto urbano. Considerata una delle città più vivibili al mondo, e anche tra le più care, la capitale danese spicca per i suoi poliedrici e colorati edifici che rendono ogni suo scorcio e ogni quartiere unico e imperdibile.

Per dare un’idea di cosa voglia dire esattamente cara, basti pensare che un caffè costa in media  4/5 euro, ovvero circa 30/45 corone danesi. E anche nei supermercati l’oggetto o il cibo meno caro non costa mai meno di 30/35 corone. Stessa cosa per i mezzi pubblici.

Sicuramente degno di nota è il fatto che una volta giunti presso l’aeroporto di Copenaghen è semplicissimo raggiungere il centro della città attraverso la linea della metropolitana. Infatti la fermata, praticamente all’interno dell’aeroporto, collega in pochi minuti quasi qualsiasi destinazione. Ed è così infatti che raggiungiamo l’hotel che ci ospiterà per due notti all’interno di questa fiabesca città, nei pressi dei Giardini di Tivoli.

Link alloggio: https://wide-hotel.com/

Cosa vedere nella capitale danese in 2 giorni

Giorno 1. La mattina inizia molto presto con un caffè al volo e una barretta in direzione di Slotsholmen, un isolotto nel cuore di Copenaghen sul quale sorgono alcuni degli edifici più importanti della città come il Palazzo di Christiansborg, sede del parlamento danese. Passeggiamo un po’ lungo il Frederiksholms Kanal, prima di dirigerci verso Strøget, principale via dello shopping e strada tra le più lunghe della città e forse anche dell’intera Europa. Da qui, in pochi minuti, giungiamo presso la Rundetårn, la torre rotonda, il più antico osservatorio astronomico ancora in funzione di tutta Europa, risalente al 1642. Intanto, tra una destinazione e l’altra, mi perdo tra le splendide vie in cerca degli edifici dai colori pastello che più mi piacciono, immortalando i piccoli portoni d’ingresso, le insegne e i locali che solo ora stanno aprendo al pubblico. Durante il tragitto mi fermo più volte davanti ai negozi di fiori, gremiti di piante all’esterno e di splendidi boccioli cangianti dall’inebriante profumo.

Raggiungiamo poi il Castello di Rosenborg, in stile rinascimentale fiammingo con una struttura fatta di mattoncini rossi e il tetto in ottone, oggi sede del Museo della Collezione Reale Danese. Il giardino botanico che lo circonda è pressoché perfetto. Ogni dettaglio, ogni pianta, tutto è al posto giusto, curato nei minimi dettagli. Ultima tappa prima di una pausa veloce è il quartiere di Nyboder con le sue case a schiera tutte uguali e di color arancio. Dopo la visita ci fermiamo qualche minuto, solo per ripararci dal vento battente e per mettere qualcosa sotto ai denti.

Sempre procedendo a piedi, ci dirigiamo poi verso Kastellet, una piccola fortezza a forma di stella circondata da un fossato e con al centro un mulino a vento risalente al 1847. A pochi minuti dalla fortezza, all’imbocco del porto, ci imbattiamo invece nella famosa statua bronzea della Sirenetta, adagiata su uno scoglio e con lo sguardo volto verso il mare. La scultura è un omaggio all’autore danese Hans Christian Andersen che scrisse la favola La Sirenetta nel 1837. Percorrendo poi il lungomare, ci dirigiamo verso il Palazzo Reale di Amalienborg, residenza invernale della regina, un complesso in realtà formato da 4 edifici in stile rococò posti attorno ad una piazza. A pochi metri da essa sorge invece la Marmorkirken, una maestosa chiesa in marmo dalla cupola verde. Siamo fortunati perché è una bellissima giornata di sole.

Proseguiamo la nostra visita diretti verso Kongens Nytorv, la più grande piazza di Copenaghen sulla quale si affacciano edifici come il Teatro Reale, il meraviglioso Hotel d’Angleterre e il Charlottenborg Palace. Da qui ci dirigiamo verso il quartiere più pittoresco e famoso, Nyhavn, vecchio porto della città con due schiere di case dai colori accessi che si specchiano sull’acqua del canale. Le barche attraccate rendono le scenario ancora più bello e caratteristico. Qui si concentra la maggior parte della gente, anche grazie al gran numero di locali che si sviluppano per tutta la lunghezza della via principale. Attraversiamo poi il ponte Inderhavnsbroen per raggiungere l’isola di Holmen e vedere i moderni esterni dell’Opera House.

Ormai verso pomeriggio inoltrato ci dedichiamo alla visita di Christiania, quartiere autoproclamatosi autonomo intorno agli anni ’70. Colorata e controversa, questa zona della città, una vecchia zona militare, ospita circa 1000 abitanti che vivono tra baracche, magazzini, murales e sculture a cielo aperto. Non manca lo spaccio delle droghe leggere. Il contrasto tra l’ordinata e pittoresca Copenghen e la caotica e pullulante Christiania è davvero sbalorditivo, non per forza in negativo.

Ormai stremati, con oltre 30.000 passi all’attivo e nessun mezzo preso, ci dirigiamo verso il nostro alloggio, acquistando una cena arrangiata direttamente al 7-Eleven (era un sacco che non mi imbattevo in questo supermercato).

Giorno 2. Dopo una sveglia leggermente più tranquilla rispetto al giorno precedente, ma una colazione altrettanto veloce, decidiamo di dedicare la giornata, prima di riprendere il nostro volo di ritorno, alla visita di alcuni luoghi tralasciati il giorno prima. Prima tappa della giornata è Torvehallerne, un bel mercato coperto con la sua moderna struttura in acciaio e vetro e tanti piccoli stand dove acquistare e provare cibo locale. Devo ammettere che ho un debole per i mercati, al coperto, all’aperto, moderni o antichi. Mi piace vedere i colori della frutta e della verdura esposta, sentire gli odori, osservare come si preparano alcune pietanze, insomma, mi piacciono i mercati perché sono un concentrato della cucina locale. E trovo anche qualche opzione vegana. Approfittando della seconda bella giornata, ci fermiamo a bere qualcosa di caldo al sole (il vento però non demorde).

Proseguiamo poi in direzione di Nørrebro, un vivace quartiere multiculturale ricco di locali, ristoranti e negozi vintage. Ci imbattiamo anche in un mercatino dell’usato e in piccoli chioschi che cucinano salsicce e wurstel. Terminata la visita, decidiamo di tornare verso il centro di Copenaghen, scoprendo ancora, ad ogni angolo, un nuovo scorcio e una nuova pittoresca costruzione. Ho un debole, anche in questo caso, per gli angoli. Per le vie che si intersecano e si incontrano, per esempio, in una caffetteria incastonata in un bell’edificio con le finestre tutte uguali e i tetti arancioni. E la gente fuori a sorseggiare qualcosa, nascosta tra le piante dei dehors. Dopo questa digressione, raggiungiamo la Biblioteca Reale, la più grande del Nord Europa, risalente al 1648. In realtà il complesso è formato da due edifici, uno più antico e uno molto moderno noto come Black Diamond per le sue vetrate scure, la particolarissima forma e il granito di cui è composto. Da non perdere i giardini della Biblioteca, un luogo appartato, forse non troppo conosciuto, tra fiori, siepi ed alberi. Ultima tappa della giornata la Børsen, la più antica borsa valori del paese con una particolarissima guglia formata da 4 code di drago unite fra loro.

Terminato il nostro tempo a destinazione, raggiungiamo nuovamente Kongens Nytorv per prendere la metro in direzione aeroporto.