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Un weekend a Barcellona

Vivace, solare e accogliente, Barcellona è una città che sprigiona colore ad ogni angolo, un luogo dove la bellezza delle fantasiose architetture progettate da Gaudì si incastra in una perfetta maglia cittadina, fatta di ampi viali alberati e splendidi palazzi accarezzati dalla dolce brezza marina.

Grazie anche al suo clima temperato, la capitale catalana è sicuramente una tappa imperdibile dove storia e arte hanno contribuito a un lascito davanti a cui è difficile rimanere indifferenti. Palazzi, musei, parchi, locali, mare, Barcellona offre un’ampia offerta culturale e di svago e si adatta facilmente a qualsiasi viaggiatore decida di farle visita.

Non è la prima volta che prenoto un weekend a Barcellona (compro i biglietti per l’aereo, prendo i ticket per le attrazioni, etc.). Questa è infatti la terza volta. I precedenti tentativi, che sono andati in fumo a causa del Covid, non hanno fatto altro che aumentare le mie aspettative nei confronti della bella città spagnola. L’unico appunto che vorrei fare, prima di parlare nel dettaglio del weekend, è segnalare che ho acquistato con anticipo i biglietti di ingresso sia per la Sagrada Famiglia (25 euro) che per la Casa Batllò (35 euro), immaginando, con ragione, la fila per l’acquisto in loco.

Cosa vedere a Barcellona in 2 giorni

Giorno 1. Partiti da Malpensa con 40 minuti di ritardo, arriviamo presso l’aeroporto di El Prat a metà mattinata. Per recuperare i minuti persi, decidiamo di prendere un taxi al volo per dirigerci direttamente verso il centro (abbiamo volato solo con lo zaino, senza altri bagagli, in modo da evitare il pit-stop iniziale nel B&B). Dopo una ventina di minuti di tragitto, il tassista ci fa scendere nei pressi della Placa de Catalunya, una vasta e vivace piazza punto di partenza di alcune tra le principali arterie della città. Da qui infatti imbocchiamo subito La Rambla, il famoso viale lungo circa 2 km che da Placa de Catalunya giunge sino alla statua di Colombo, nei pressi del mare. Fulcro della movida catalana, il viale pullula di gente, di negozi, di fiorai, di bancarelle e di gelaterie; insomma un posto un po’ vittima della sua stessa notorietà. Proprio su La Rambla sorge La Boqueria, il mercato alimentare al coperto più famoso della città e forse anche d’Europa con la sua caratteristica costruzione in ferro e vetro. Ci aggiriamo, facendoci largo tra la gente, tra i banchi colmi di cibo: carne, pesce fresco, spezie, caramelle, frutta coloratissima. Rimango a guardare per infiniti minuti, come una bambina, le sfumature calde e cangianti dei bei frutti esposti, prima di acquistare un frullato di more che ,fiera, porto via con me tra i viali di Barcellona. Ci perdiamo poi tra le strade del Barri Gotic, una tra le zone più incantevoli della città e sicuramente tra le più antiche con la sua tipica impronta romana. Ci aggiriamo per il labirinto dei suoi caratteristici vicoli dove abbondano pasticcerie, negozi di cioccolata e locali. Camminando senza meta nel quartiere, ci imbattiamo in Plaça del Rei, nella Chiesa di Sant Felip Neri, nei palazzi della Generalitat e del Comune e nella Chiesa di Santa María del Pi, fino ad incrociare sul nostro cammino il Ponte del Bisbe che unisce la Generalitat alla Casa dels Canonges. Giungiamo infine davanti alla Cattedrale della Santa Croce e Sant’Eulalia, mirabile esempio di arte gotica e, acquistato un biglietto subito dopo il portale d’accesso, visitiamo gli interni, il chiostro e saliamo, tramite un vecchio ascensore, sul suo tetto per godere, al sole, della prima vista della città dall’alto. Nel primo pomeriggio lasciamo lo splendido Barrio Gotico per dirigerci verso il quartiere di Sant Pere dove sorge il Palazzo della Musica Catalana, esempio di modernismo architettonico e Patrimonio dell’Unesco. Acquistato il biglietto in loco, visitiamo gli interni, le sontuose ed eleganti scale, le colonne ornate da colorati mosaici in vetro smaltato, fino a raggiungere la policroma sala per i concerti dominata da una scenografica cupola capovolta in vetro cangiante. Nonostante la vastità della città, decidiamo di muoverci sempre a piedi in modo da catturare più aspetti possibili del luogo, anche di zone meno centrali. Quindi, a piedi, raggiungiamo la nostra meta, l’incompiuta Sagrada Familia, anch’essa Patrimonio dell’Unesco e opera più famosa dell’architetto Antoni Gaudì. Imponente, primitiva e moderna, la chiesa è, a merito, il simbolo indiscusso della città. E se l’esterno lascia basiti, è l’interno che la rende davvero un posto magico dove le colonne, simili ad alberi con le proprie fronde, reggono l’altissima volta illuminata dalla luce caleidoscopica delle vetrate: un bosco moderno e incantato. Terminata la nostra visita ormai a pomeriggio inoltrato, ci incamminiamo verso il quartiere della Ribera, dove tra le vie pullulanti di locali, sorge la gotica Chiesa di Santa María del Mar. Da qui imbocchiamo il Paseo del Born, un luogo quasi ossimorico tra medievale e moderni locali, dove si trova anche il sito archeologico di un antico mercato. Affamatissimi per aver saltato il pranzo, ci fermiamo in un locale vegano per un pasto ibrido tra pranzo/merenda/cena: https://honestgreens.com/. Ormai quasi sfiniti, decidiamo comunque di raggiungere il quartiere della Barceloneta affacciato sul mare con i suoi numerosissimi locali gremiti di gente. Passeggiamo sul suo curato lungomare, godendoci l’ultima luce un po’rosata del sole che si specchia sulle acque.

Link alloggio: https://www.kiwidestiny.com/it/index.html.

Giorno 2. La giornata inizia partendo alla volta di Passeig de Gracia dove, lungo il suo viale, si affacciano Casa Batllò e Casa Milà. Lungo il nostro tragitto, ci imbattiamo prima nella facciata di pietra di quest’ultima e poi nella fiabesca struttura di Casa Batllò che emerge dalla continuità dei palazzi attigui. Il capolavoro di Gaudì è una costruzione onirica ispirata alla natura e alle sue forme: qui i materiali diventano duttili e le superfici ondulate come il mare. Pietra, vetro, legno e ceramica colorata concorrono a creare quella che è a tutti gli effetti un’opera d’arte totale dove bellezza e funzionalità si mescolano. Visitiamo dunque l’onirica struttura dove ci sembra di essere prima in un sottomarino, poi nel guscio di una tartaruga e poi ancora nel ventre di un drago, fino a raggiungere la terrazza della casa con i caratteristici camini policromi. Terminata la nostra visita, ci dirigiamo verso la successiva meta, Parc Güell, situato a nord della città e anch’esso Patrimonio dell’Unesco. Acquistato in loco il biglietto (10 euro), ci aggiriamo tra i 17 ettari del parco progettato da Gaudì. Ci imbattiamo nel Teatro Greco, nella Sala Ipostila con le sue estrose colonne, nella Casa del Guardiano e nella celebre salamandra rivestita di ceramica colorata, mentre attorno piccoli pappagalli verdi si apprestano a procacciarsi del cibo. In questo parco la forma e i colori delle strutture progettate dall’architetto sembrano quasi confondersi e fondersi con la natura. Ormai di pomeriggio, riprendiamo il nostro giro a piedi diretti verso l’Arco di Trionfo con il suo lungo viale di palme che conduce sino al Parco della Cittadella, un’oasi verde nella città. Terminiamo la nostra visita a Barcellona ritornando verso La Rambla per un aperitivo a Placa Reial, una corte signorile circondata dai bei palazzi con palme e locali. Alla fine del nostro viaggio, posso asserire con certezza che Barcellona è sicuramente una città in cui vivrei.