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Tre giorni in Trentino tra laghi e montagne

Montagne, castelli, laghi alpini, cascate, il Trentino è tra le regioni italiane che preferisco, con la sua natura rigogliosa e le sue candide cime. Gran parte del suo territorio è infatti ricoperto da boschi, riserve naturali e parchi nazionali, incastonati tra le imponenti e splendide vette delle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità a partire dal 2009. Non mancano però graziose città ricche di cultura e caratteristici borghi di montagna che si stagliano sulle pendici dei monti e nelle valli dove si ode, sovente, lo scroscio delle vicine cascate e dei freddi ruscelli che attraversano la zona.

Proprio per la varietà della sua offerta, naturale e culturale, il Trentino è la meta adatta in ogni stagione e offre sempre un nuovo lato di sé stessa da scoprire. Non è la prima volta infatti che esploro questa regione: in primavera ho trascorso un meraviglioso weekend in Val di Non tra laghi color smeraldo, ponti sospesi e panoramici sentieri. Questa volta mi dedico alla visita di altri splendidi luoghi.

Link articolo Val di Non: https://ludoadvisor.com/un-weekend-alla-scoperta-della-val-di-non-e-dei-suoi-dintorni/

Cosa vedere in Trentino in 3 giorni

1 Giorno Lago di Carezza, Chiesa di San Giovanni in Ranui e Santa Magdalena. Partiti intorno alle 7 da Milano, ci dirigiamo direttamente verso il Lago di Carezza, posto a 1.502 metri di altitudine in Val d’Ega, nelle Dolomiti occidentali, a 6 km di distanza da Nova Levante. Alimentato da sorgenti sotterranee, il lago alpino, durante le stagioni più calde, offre lo splendore delle sua acque limpide, color smeraldo, nelle quali si specchiano le vicine vette. Arrivati a destinazione, lasciamo l’auto nel vicino parcheggio e raggiungiamo il lago completamente ghiacciato e circondato da un’alta coltre di neve. Il sole che trapela tra le montagne illumina il paesaggio e lo rende ancora più fiabesco. Imbocchiamo dunque il sentiero che percorre l’intera circonferenza del lago a ridosso della foresta del Latemar: qui, dove ogni scorcio è degno di merito, la candida neve fa da padrone in contrasto con l’azzurro di un’assolata giornata di dicembre. Terminata la visita al lago, esploriamo i dintorni e ci imbattiamo, poco dopo il parcheggio, in un ponte sospeso sopra la gola del Rio di Nova.

Dopo una veloce pausa pranzo al sacco, riprendiamo il nostro viaggio verso la successiva destinazione, la Chiesetta di San Giovanni in Ranui in Val di Funes. La cappella, dalla foggia eclettico-barocca, spicca solitaria su un ampio prato innevato dove, a fare da sfondo, ci sono le maestose cime delle Odle. Una meta, a mio avviso, imperdibile dove di gente, a dispetto di qualsiasi previsione e forse a causa dell’incerto periodo, ce n’è davvero poca, permettendoci così di godere appieno della bellezza di questi luoghi. A pochi chilometri dalla chiesetta, a circa 1.340 metri di altitudine, sorge invece il pittoresco paese di Santa Magdalena con i suoi 370 abitanti. A rendere ancora più fiabesco il posto ci pensa la neve che ammanta i tetti e i prati circonstanti.

Qui in Trentino non sono solo le mete ad essere degne di nota, ma anche i collegamenti, i tornanti che si abbarbicano sulle cime, le strade che attraversano i canyon a ridosso di fiumi e dighe, le autostrade che si fanno spazio tra le valli.

A metà pomeriggio, con il sole ormai quasi calato, decidiamo di imboccare la strada in direzione del nostro alloggio posto nei pressi di Borgo Valsugana. Giunti a destinazione ci rendiamo conto, con piacere, di essere completamenti  immersi tra montagne e boschi, ma anche, con meno piacere, che non abbiamo assolutamente valutato la questione cena. A tal ragione, decidiamo di rimetterci in auto e raggiungere il paese più vicino dove, intorno alle 18.30/19, troviamo tutto chiuso. Ripieghiamo infine sul primo supermercato che troviamo, sfruttando l’inatteso angolo cottura della nostra stanza.

Link alloggio: https://garnialciprianisella.mystrikingly.com/

2 Giorno – Laghetto di Welsperg, Passo Rolle, Parco di Paneveggio e Bolzano. Devo ammettere che fare colazione con attorno le cime delle montagne è molto più piacevole rispetto a farla con vista palazzi da un piccolo monolocale di ringhiera a Milano. Qui c’è pace, silenzio ed odore di strudel. Anche bere un caffè assume un altro ritmo.

Dopo la nostra colazione di buon mattino, prendiamo l’auto in direzione della prima meta della giornata, il Laghetto di Welsperg a 1.030 metri di altitudine, nel Parco di Paneveggio. Lasciato il nostro mezzo sul ciglio della strada (in un parcheggio), raggiungiamo l’innevato bacino artificiale circondato da un fitto bosco sormontato dalle cime delle Pale di San Martino. Il lago, non particolarmente vasto, è comunque splendido in questa stagione e merita sicuramente una visita. Percorso il suo perimetro, a tratti ghiacciato, ci fermiamo per una bevanda calda all’esterno del caratteristico chalet/bar di legno posto a ridosso delle sponde.

Riprendiamo poi la nostra auto in direzione Passo Rolle, Il valico alpino che, posto a circa 2.000 metri di altitudine, collega San Martino di Castrozza con le altre valli dolomitiche. Veniamo subito rapiti, ancor prima di giungere a destinazione, dalla bellezza del paesaggio che si scorge tra un tornante e l’altro, fino al palesarsi completo dell’imponente Cimon della Pala e della Cima Vezzana.

Dal Passo Rolle si dipartono numerosi sentieri da esplorare durante la stagione estiva/primaverile, mentre d’inverno il luogo si trasforma in meta sciistica.

In discesa dal passo ci imbattiamo nell’altro versante del Parco di Paneveggio, zona protetta, dove veniamo rapiti da una riserva di cervi completamente imbiancata e circondata da abeti rossi innevati.

Dopo il tramonto invece, non potendo più esplorare a pieno la montagna, ci dirigiamo verso Bolzano, capoluogo altoatesino. Lasciata la nostra vettura, ci imbattiamo subito nel Duomo con la sua preziosa copertura  smaltata verde e oro che troneggia su Piazza Walther e sui tipici mercatini natalizi tra lucine colorate ed abeti addobbati dove si respira l’odore delle spezie e del vin brulé. Giriamo poi per le vie del centro raggiungendo prima Piazza del Grano e poi Piazza delle Erbe con il suo mercato di frutta e verdura. Prima di far ritorno, passeggiamo sotto i famosi portici della città.

3 Giorno – Merano. Avendo a disposizione solo metà giornata e dovendo incontrare una coppia di amici, decidiamo di visitare Merano, caratteristica cittadina del Tirolo, attraversata dal Torrente Passirio e posta all’incrocio di 4 valli. Pur non possedendo particolari monumenti di spicco, il suo centro storico è molto caratteristico e molto belli sono i sentieri che è possibile percorrere nei suoi dintorni. Giunti in città decidiamo dunque  di percorrere subito la Passeggiata Tappeiner che unisce la Passeggiata Gilf alla località Quarazze lungo la china di Monte Benedetto. Da qui, in salita sul monte e circondati dalla vegetazione, è possibile ammirare splendidi scorci della città abbracciata dalle alte montagne. Al termine di questo percorso, imbocchiamo poi la Passeggiata d’Inverno, sentiero che collega il ponte della Posta sulla riva destra del Fiume Passirio, e qui ci imbattiamo nel Wandelhalle, un edificio in pieno stile liberty costruito al fine di ospitare concerti e manifestazioni. Proseguendo lungo il percorso a ridosso del torrente, raggiungiamo nuovamente  il centro. Passeggiamo lungo l’antica via dei portici dove fanno capolino le vetrine dei negozi e storici bar e raggiungiamo poi il Duomo, la Chiesa di San Nicolò risalente al 1266, e l’adiacente cappella di Santa Barbara. Ci fermiamo a mangiare in un locale lungo i portici, di cui non ricordo il nome. Sono perfettamente conscia che la cucina trentina non sia affatto vegan-friendly e non mi aspetto di trovare in menu piatti affini alla mia alimentazione. Ma, se sono presenti delle verdure al vapore o alla griglia nel menu e viene dichiarata la tipologia di alimentazione e richiesto di non condirle in alcune modo, fatta eccezione per l’olio, mi chiedo quale parte dell’essere vegano e intollerante al lattosio ti porta a condire le verdure con il burro. Questo rimarrà un grande mistero dato forse dalla poco conoscenza in materia o, con molta probabilità, dalla scarsa attenzione in merito.

Terminato il nostro pranzo, dobbiamo imboccare la via del ritorno lasciandoci alla spalle una regione che, pasti a parte, resta splendida e ancora tutta da scoprire.