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Portogallo on the road

Cosa vedere in Portogallo in 14 giorni

Pittoreschi villaggi di pescatori, spiagge ventose, oliveti e castelli incantati, il Portogallo offre a chi lo visita la bellezza delle sue città romantiche e decadenti, dei suoi selvaggi chilometri di costa oceanica, dei suoi borghi sospesi nel tempo e dei suoi verdi parchi naturali. Il Portogallo è una terra malinconica e dal cuore caldo.

Meta ideale per gli amanti del surf, il Paese ha un clima temperato e, anche in piena estate, la temperatura è sempre piacevole e i prezzi relativamente più bassi rispetto ad altri paesi europei.

Abbiamo deciso di dedicare alla scoperta del Portogallo 14 giorni, prenotando dall’Italia una macchina a noleggio con la compagnia Alamo. Prima della partenza però, ci è toccato risolvere qualche problemino con la prenotazione del volo di ritorno cancellato ben tre volte da WizzAir e prenotato poi, per disperazione, con EasyJet (senza aver visto ancora nessun rimborso, nonostante la richiesta). Ma parliamo del viaggio. Un bellissimo viaggio on the road, con molti spostamenti e frequenti cambi di alloggio.

Itinerario

1 Giorno Lisbona. Partiti da Orio al Serio intorno alle 13, giungiamo a Lisbona nel primo pomeriggio e ci affrettiamo a recuperare la nostra auto a noleggio diretti verso la città. Lasciati al volo i bagagli presso il nostro primo alloggio, partiamo allo scoperta della capitale europea più occidentale. I vicoli stretti, le strade in salita, i famosi tram gialli che sfrecciano sferragliando, l’odore del cibo, la salsedine nell’aria. Lisbona è questo: bella, decadente e malinconica. Camminiamo una mezzoretta tra le sue strade prima di giungere, dopo una scalinata e un’erta salita, al Miradouro de Senhora do Monte, un bel punto panoramico sulla città, all’interno di un sagrato. Ci dirigiamo poi verso L’Alfama, il quartiere più antico della città, forse il più bello. Un intreccio di strette strade acciottolate, ripide scalinate, scenografici miradouros, azzurri azulejos, panni stesi al sole, case bianche e piccole botteghe ad ogni angolo. Percorsa Rua da Saudade, giungiamo poi presso il Miradouro de Santa Luzia dove, tra coloratissimi fiori, azulejos, vento e musica, godiamo di una bellissima vista sul Tago e sui tetti arancioni delle case illuminate da uno splendido tramonto rosa/arancione. Proseguiamo ancora un po’ fino a raggiungere la Cattedrale di Lisbona, principalmente in stile romanico a pianta latina. Davanti a lei decine di tuk-tuk pronti per partire con il prossimo turista stanco del saliscendi delle caratteristiche strade della città. Un consiglio, meglio indossare scarpe comode! Terminiamo la giornata dirigendoci, attraverso Rua Augusta, verso la ventosa Praça do Comércio, la piazza più grande della città, situata sull’estuario del Fiume Tago. Dopo una passeggiata sul lungofiume, prendiamo la via del ritorno verso il nostro alloggio passando da Praça do Rossio, una vasta e famosa piazza con una caratteristica pavimentazione ondulata nera e bianca.

Link alloggio: https://www.booking.com/hotel/pt/residencial-vila-nova.it.html

2 Giorno – Lisbona. Risolta la problematica colazione vegana anche a Lisbona (https://localkitchen.pt/), ci incamminiamo verso il Chiado, il quartiere preferito da Pessoa. Qui visitiamo il Convento do Carmo, o meglio, le rovine di quella che fu la più imponente chiesa gotica della città. Acquistato il nostro biglietto, ci aggiriamo tra le arcate scoperchiate da cui fa capolino il cielo reso visibile dalla caduta del tetto dovuta al terremoto del 1755. La sensazione è quella di camminare in un grande e affascinante contenitore vuoto, uno scheletro fatto di storiche colonne e muri finestrati. Ci dirigiamo poi verso il Barrio Alto, il quartiere dei giovani e del divertimento, passando però prima per il Miradouro de Sao Pedro de Alcantara, un vasto belvedere con fontane e ampia vista sulla città dove ne approfittiamo per prendere una strana bibita/granita servita in un ananas. Decidiamo a questo punto di salire sull’iconico tram 28 da uno dei due capolinea, in modo da poter trovare posto. Ci dirigiamo verso la fermata di Martim Muniz dove aspettiamo il passaggio di 2/3 tram prima di poter salire sul nostro. Fatto il biglietto a bordo (3 euro a testa), partiamo sferragliando verso l’Alfama. Non sono solita fare questo tipo di attività perché ho sempre l’impressione che siano molto turistiche, ma devo ammettere che il tram permette di avere una buona visuale sulla città, anche su quartieri che forse, in 2 giorni, non avremmo avuto modo neanche di vedere velocemente. Il tram si muove bruscamente tra le strette strade di Lisbona, e, tra il suo saliscendi, vediamo la città scorrere lenta dal grande finestrino, tra locali e facciate ornate da belle piastrelle colorate. Giunti nel primo pomeriggio presso il secondo capolinea, decidiamo di chiamare tramite FREE NOW un taxi per raggiungere più velocemente il quartiere di Belém. In Portogallo i taxi costano veramente pochissimo, come in Spagna, e con meno di 3 euro a testa arriviamo quasi davanti al Monastero dos Jerónimos, Patrimonio dell’Unesco ed edificio tra i più rappresentativi dello stile manuelino, nonché sede della tomba dell’esploratore Vasco da Gama. Acquistato il biglietto, visitiamo il complesso e l’ornato chiostro dove si respira un’aria di pace e tranquillità, e dove, tra le lavorate arcate di un caldo colore avorio, si scorgono scenografici scorci. Terminata la visita, percorriamo le sponde del fiume fino a giungere presso la Torre di Belém, edificata per difendere l’imboccatura del Tago. Anch’essa Patrimonio dell’Unesco, fa sfoggio, come il Monastero, dello stile manuelino, una sorta di mix tra tardo- gotico e rinascimentale nato per celebrare la potenza coloniale del Portogallo. Felici della nostra giornata, torniamo verso l’alloggio dove ci accorgiamo che la nostra auto non è più parcheggiata dove l’avevamo lasciata. Dopo un attimo di panico, capiamo che è stata rimossa per non aver pagato il parcheggio a pagamento che qui in Portogallo, a differenza dell’Italia, è segnalato con delle linee bianche (e noi avevamo dato per scontato che fosse gratuito). Con l’aiuto della ragazza della reception, attraverso la targa, troviamo l’auto, che effettivamente era stata rimossa, la recuperiamo e paghiamo la salata multa di 145 euro (sempre meglio del furto, ma comunque mai una gioia).

3 Giorno – Praia de Albandeira, Praia de São Rafael, Olhão. Partiamo all’alba per dirigerci verso le Algarve, nel sud del Paese: 150 km di coste selvagge e rosse falesie che si affacciano sull’azzurro dell’Oceano Atlantico, tra spiagge dorate e piccole località di mare. La nostra prima tappa è Praia de Albandeira, una piccola spiaggia sabbiosa riparata dalle rocce e famosa per il suo scenografico arco che si specchia sulle acque azzurro/verdi del Paese. Dopo un po’ di relax in spiaggia, decidiamo di esplorare la zona circostante a piedi, salendo sulle falesie laterali dove si gode di una splendida vista sull’Oceano e sulle cangianti sfumature delle sue acque. Poca gente e spiaggia non attrezzata, per me un posto bellissimo. A metà giornata decidiamo di riprendere l’auto e visitare un’altra spiaggia. Scegliamo la Praia de São Rafael, una spiaggia più ampia, incastonata tra le falesie, con un arenile punteggiato da scogli isolati. Meno bella della prima a mio avviso e un più affollata. Decidiamo comunque di rimanere qualche ora per prendere un cocktail in un bar molto anni ‘90 e per vedere lo spettacolo dell’Oceano che si ritira a causa della bassa marea. Prima del tramonto prendiamo l’auto per dirigerci verso il nostro alloggio ad Olhão, una cittadina affacciata sul parco naturale di Ria Formosa, nel distretto di Faro. Appena messo piede nel nostro B&B (link in basso), veniamo subito rapiti da questo posto e dalla splendida vista dalla candida terrazza. La luce calda del tramonto illumina le case basse e bianche della città, una città che ha già il sapore di quei posti di mare che ti rimangono nel cuore, quei posti che sanno del profumo dei panni stesi al sole, di salsedine e di pesce appena pescato. Un luogo dove l’unica immagine che ricordi è fatta di colori: bianco, azzurro e ocra. E quasi mi dispiace dover rimanere qui solo per una sera. Lasciati dunque i bagagli, giriamo per il suo centro storico ricco di vita, locali e botteghe che sorgono tra le sue labirintiche vie interne. E anche qui trovo un’alternativa vegan per la mia cena (link in basso).

Link cena: https://www.mogno.pt/

Link alloggio: https://www.booking.com/hotel/pt/o-mirante.it.html

4 Giorno – Grotta di Benagil, Sentiero delle Sette Valli Sospese, Praia do Camilo, Lagos. Tra i posti più famosi delle Algarve c’è sicuramente la Grotta di Benagil con il suo iconico ingresso attraverso due ampie arcate, sormontata da un meraviglioso lucernario naturale che lascia trapassare i caldi raggi del sole che illuminano la sabbia chiara della spiaggia che si trova all’interno. Raggiungibile solo via mare, la grotta è meta di molti visitatori e, per questa ragione, ho prenotato un’escursione in Kayak per raggiungerla prima della partenza (su GetYourGuide), in modo da essere sicura di poterla visitare senza fare troppa fila (cosa che si è rivelata utilissima). Giungiamo dunque al punto d’incontro, presso la Spiaggia di Marinha, dove ci viene data la nostra canoa e, imbracciate le pagaie, partiamo alla scoperta della vicina costa. Con la nostra guida locale esploriamo le spiagge vicine e le grotte successive a quella di Benagil per poi giungere, come ultima tappa, alla meta della nostra escursione. La Grotta di Benagil è effettivamente uno spettacolo forgiato dalla natura, e lo sciabordare del mare all’interno è insistente e bello. Ma troppa gente, troppa confusione per riuscire davvero ad assaporare la bellezza e l’unicità di questo posto. Il mio consiglio è di visitare la grotta in kayak, ma magari al tramonto o, meglio, all’alba. Terminato il nostro giro, decidiamo di mangiare un boccone in un ristorantino vicino la spiaggia dove prendo un gazpacho talmente colmo di aglio da rendere il suo ricordo vivo per i successivi due giorni. È qui che comincio ad avere la certezza che aglio e cipolla in Portogallo siano praticamente ovunque, in copiosa quantità e, ovviamente, a crudo. Scegliamo poi di percorrere parte del Sentiero delle Sette Valli Sospese, un suggestivo cammino che si snoda sulle creste delle falesie delle Algarve e che apre uno scenografico panorama su alcune delle più belle spiagge della zona che si fanno spazio tra canyon arancioni e imponenti faraglioni. A metà pomeriggio riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso Praia do Camilo, una piccola spiaggia incastonata tra le falesie e accessibile tramite una scalinata di 200 gradini. Al nostro arrivo la spiaggia è ancora relativamente piena di gente che però, dopo non molto, comincia ad andar via, permettendoci di godere indisturbati del tramonto (devo ammettere che in Portogallo, appena il sole smette di battere, c’è bisogno di una felpa, anche al mare). Verso sera raggiungiamo la vicinissima Lagos, sede del nostro alloggio per due notti (forse l’alloggio più costoso della vacanza, seppur un modesto ostello, per me non promosso). Lagos è una località abbastanza turistica che vanta un grazioso centro storico chiuso tra le sue mura. Una cittadina vivace, ricca di locali, ma che non mi è rimasta nel cuore, a dispetto invece delle splendide spiagge che la circondano. La sera ci fermiamo a mangiare in un locale carino con musica dal vivo e buoni cocktail (link in basso), e imparo definitivamente che per i portoghesi la pasta è utilizzata come un ingrediente di un’insalata.

Link cena: https://barbosa-bar-kitchen.business.site/

Link alloggio: https://bora-dormir.business.site/

5 Giorno – Ponta de Piedade, Praia de Dona Ana. Dopo una discutibile colazione presso il nostro ostello, ci dirigiamo a piedi verso la prima tappa della giornata, Ponta de Piedade, uno scenografico promontorio con alte scogliere e faraglioni affacciati su limpide acque turchesi. Dopo circa 45 minuti di strada, arriviamo a destinazione e, dall’alto, cogliamo la bellezza di questo luogo fatto di dorate arcate rocciose, di grotte e di insenature create dall’incessante lavoro dell’acqua e del vento imperioso che lambisce queste coste. Scendiamo sino al livello del mare tramite uno stretto sentiero con gradini e ci ritroviamo sopra un piccolissimo molo da cui partono alcune barchette che permettono la visita del territorio circostante. Saliamo su una di queste imbarcazioni che, per circa 40/50 minuti, ci fa attraversare gli splendidi archi naturali e le umide grotte della costa vicina. La vista più bella per me rimane quella dall’alto, senza dubbio. Risaliti sul promontorio, ci dirigiamo presso Praia de Dona Ana, riparata dalle falesie e con scogli che emergono dal mare. Una cosa che ho notato in Portogallo, per quanto mi riguarda fortunatamente, è che il concetto di “lido” quasi non esiste. La maggior parte delle spiagge è libera e praticamente senza alcuna costruzione, fatta eccezione per sporadiche casette in legno che ospitano qualche bar. In generale, la gente porta il suo ombrellone o trova posto all’ombra delle falesie. Quei pochi “lidi” che abbiamo incontrato durante il viaggio, sono diversi dai nostri: pochi piccoli ombrelloni e qualche sdraio a prezzi relativamente bassi e quasi mai pieni. Questa è una cosa che ho amato molto del Portogallo, il lasciare la spiaggia e gli accesi ad essa quasi “vergini”. Passiamo sulla Praia di Dona Ana il pomeriggio, spostando i nostri asciugamani al sole e all’ombra di un enorme faraglione posto al centro della spiaggia, per poi tornare a Lagos verso cena (ammetto che siamo tornati nel ristorante della sera prima perché il locale che avrei voluto provare non aveva più posti).

 

6 Giorno – Silves, Ferragudo, Praia do Beliche, Cabo de São Vicente, Carrapateira. Dedichiamo la mattina di questa giornata all’esplorazione di alcuni caratteristici borghi del Portogallo. La nostra prima tappa è Silves, ex capitale delle Algarve, un luogo dove sono ancora ben visibili le tracce arabe del suo passato. Ci aggiriamo tra le strade in salita del suo centro storico, sino a giungere prima presso il Castello, punto più alto del borgo con una bella vista sulle dolci colline della campagna delle Algarve, e poi presso la Cattedrale di Silves. Ripresa la nostra auto, proseguiamo il nostro viaggio fino a Ferragudo, un piccolo borgo di pescatori che attrae molti turisti durante la stagione estiva. Partendo dalla piazza centrale, seguiamo una delle tante stradine acciottolate che conducono sino al punto più alto e antico dove si erge candida l’Igreia da Nossa Senhora da Conceicão. Da qui è possibile godere della vista del Rio Arade che si getta nelle acque dell’Oceano. Il consiglio è di andare a zonzo tra le caratteristiche stradine che si dipartono nei dintorni della chiesa: stretti vicoli cinti da piante fiorite e muri bianchi contornati da colori brillanti che si alternano lungo il percorso mutando ad ogni abitazione. Il pomeriggio invece decidiamo di dedicarlo a una spiaggia e ci dirigiamo verso Praia do Beliche, raggiungibile attraverso una ripida scalina e protetta da un’alta falesia, posta in uno splendido scenario naturale. Parcheggiamo l’auto sul ventosissimo promontorio e, appena ci affacciamo oltre, già scorgiamo l’incredibile bellezza di questo luogo dove l’azzurro delle acque è così intenso da non sembrare reale. In spiaggia qualche ombrellone, poca gente, meno vento e un piccolo bar. L’aria sa di salsedine e di sardine alla griglia. La sabbia è granulosa, non si attacca, è chiara e perfetta. Per me la spiaggia più bella del Portogallo, racchiusa dalle sue alte falesie che la celano al passaggio delle auto in superficie. Intorno alle 18, a malincuore, lasciamo questo paradiso e ci dirigiamo verso Cabo de São Vicente, il punto più a sud-ovest dell’Algarve. Qui, al di sopra delle scogliere, a far da padrone sono il vento sferzante e il vastissimo panorama sul blu dell’Oceano. Più avanti un alto faro rosso che troneggia sul promontorio. Alla fine della nostra giornata guidiamo verso il luogo che ospita il nostro alloggio, Carrapateira, un piccolo e tranquillo borgo che sorge su un promontorio vicinissimo all’Oceano. Dopo aver mangiato un boccone al volo direttamente nel nostro B&B (in compagnia di alcuni simpatici gattini portoghesi in cerca di cibo), la proprietaria ci consiglia di andare a vedere il tramonto dalla vicina scogliera. Seguiamo il consiglio e non ci pentiamo. Andiamo via ormai a sera inoltrata accompagnati da un enorme e argentea luna piena.

Link alloggio: https://www.booking.com/hotel/pt/carrapateira-lodge.it.html

7 Giorno – Bordeira’s Beach, Praia do Beliche. È notorio che il settimo giorno si debba riposare e dunque decidiamo di trascorrere una giornata più tranquilla, percorrendo meno chilometri rispetto ai giorni passati. Ci alziamo senza molta fretta avvolti completamente dalla nebbia ma, a quanto pare, qui sembra essere prassi. Mentre ancora tutt’attorno si vede poco e il sole ancora non scalda (fa freddo per quanto mi riguarda), raggiungiamo Bordeira’s Beach, la vicina spiaggia famosa per il surf, circondata da dune di sabbia e quasi deserta, fatta eccezione per alcuni surfisti che si apprestano ad indossare la muta prima di entrare nel gelido Oceano. È bello vedere questa spiaggia a quest’ora, ancora un po’avvolta dalla nebbia da cui si intravedono le onde e il resto della scogliera. Non essendoci, almeno per noi, la temperatura ideale per togliere i vestiti, decidiamo di tornare nella spiaggia che più ci ha colpito, Praia do Beliche. Passiamo lì gran parte della giornata, sapendo che l’indomani ci aspettano molti altri chilometri da fare. Off topic: una cosa che ho notato è che in Portogallo ci sono tantissimi bagni pubblici, ovunque, anche dove non te lo aspetti, per esempio al centro di un paesino. E ci sono anche tantissimi ATM, praticamente in ogni angolo, anche 3 o 4 sulla stressa strada. Non abbiate dunque il timore di non sapere dove prelevare. Di ritorno dalla spiaggia, ci dirigiamo ancora una volta a vedere il tramonto dallo stesso punto della sera precedente. E forse questo è ancora più bello, più arancione, accompagnato dal suono delle onde che si infrangono vicine. La sera a Carrapateira scopro qualcosa che non mi sarei aspettata di trovare lì. Scopro Marmel, una sorta di laboratorio/casa dove una ragazza del luogo cucina e vende dolcetti vegani. Ne prendo una scatola perché sono buonissimi e li finisco dopo due giorni. Cioccolato, caffè, curcuma, cocco, nocciola, vaniglia: i gusti sono tantissimi e tutti buoni.

Link Marmel: https://marmelislove.com/

8 Giorno – Sintra, Èvora. Partiti molto presto da Carrapateira, proseguiamo il nostro viaggio verso Sintra, una delle mete più gettonate nei pressi di Lisbona, un paese quasi fiabesco per via dell’eclettica architettura dei suoi palazzi, delle sue ville e dei suoi giardini. Amata da Lord Byron e Hans Christian Andersen, la città è un miscuglio di stravaganza ed eleganza e, a dispetto delle sue ridotte dimensioni, ospita un gran numero di attrazioni da visitare. Noi decidiamo di partire con il Palácio Nacional da Pena, forse l’immagine più famosa di Sintra. Ci dirigiamo verso la nostra meta in auto per poi scoprire che non è possibile raggiunge il luogo con la nostra vettura. Parcheggiamo dunque l’auto nel parcheggio nei pressi del Convento e ci facciamo accompagnare a destinazione da un ragazzo in auto, una sorta di guida locale. A posteriori sarei voluta arrivare al Palazzo partendo dalla città, ma non avevo tutto questo tempo a disposizione. Arrivati a destinazione, facciamo i biglietti d’ingresso e ci immergiamo subito nell’aria fiabesca del complesso, sino a giungere dinnanzi all’estroso castello dalle pareti color pastello giallo, lilla, rosso, arroccato in cima a una collina avvolta dalla nebbia (che io amo). Guglie, ponti, minareti, cupole, gli esterni del castello sono un mix di stili che non ci si aspetterebbe di vedere assieme. Kitsch, scenografico, strano, ma alla fine bello, quasi appartenente a un’altra dimensione. Il biglietto che permette l’esplorazione degli esterni, consente anche la visita dell’immenso parco circostante. Terminato il nostro giro ci dirigiamo a piedi verso il vicino Castelo dos Mouros, situato all’interno di una fitta vegetazione e che, tra mura e bastioni, offre una splendida vista su Sintra. La tappa successiva sarebbe stata il Convento dos Capuchos, il luogo del parcheggio dell’auto, ma una volta arrivati scopriamo che il Convento ha già chiuso. Con la consapevolezza che di Sintra abbiamo ancora visto poco e che il nostro alloggio si trova invece ad Èvora, città fortificata di origine romana ed ex residenza del re del Portogallo, decidiamo comunque di partire per la nostra destinazione, promettendoci di ritornare a Sintra l’indomani. Arrivati ormai agli sgoccioli del tramonto, ci aggiriamo tra le strade di Èvora. Superiamo Praça do Giraldo, la piazza principale dove si affaccia l’Igreja de Santo Antão, e arriviamo al Tempio Romano e alle sue colonne corinzie. Visitiamo poi gli esterni dell’imponente Cattedrale gotico-medievale e, ormai stanchi, ci fermiamo a mangiare qualcosa nel primo locale in cui ci imbattiamo. Decido, non ancora paga delle scelte passate, di ordinare un’insalata con ingredienti non precisati, solo insalata. A dispetto delle mie aspettative riguardo un piatto con una semplice e comune insalata verde, mi arriva un insieme di verdure fagioli e…cipolla. E niente, mi devo rassegnare.

Link alloggio: https://www.booking.com/hotel/pt/burgos-hostel.it.html

9 Giorno – Sintra, Cabo de Roca, Azenhas do Mar, Peniche. Come da promesse del giorno precedente, torniamo indietro verso Sintra e verso la nostra prima tappa della giornata, la Quinta da Regaleira, un’eccentrica villa gotica con vasti giardini. Superata un po’ di coda per l’acquisto dei biglietti, accediamo allo stravagante complesso. A colpirmi sono soprattutto i suoi immensi giardini percorsi da molteplici sentieri e dentro i quali spuntano fontane, grotte, strani edifici, pozzi: tutti elementi che sembrano appartenere a uno strano romanzo gotico/horror, ma che in realtà fanno parte di un percorso ricco di simbolismo religioso, mistico e massonico. Raggiungiamo poi il famoso Pozzo Iniziatico, una sorta di torre invertita che ospita una spirale di gradini che scende in profondità per quasi 30 metri. Alla fine della nostra visita facciamo una breve pausa e trovo, come praticamente in ogni bar o baracchino in Portogallo e perfino dal benzinaio, il Magnum vegano, quasi introvabile in Italia. Dopo questa digressione sul gelato, raggiungiamo il cuore di Sintra e il suo Palacio Natìonal di cui vediamo solo i bianchi esterni (anche se sappiamo che gli interni sono molto più belli e decorati). Giriamo invece per le strade acciottolate del centro storico tra botteghe, piccoli locali e profumati pastéis de nata. A metà pomeriggio recuperiamo la nostra auto per lasciare Sintra e raggiungere Cabo de Roca, il punto più occidentale del continente europeo. Arrivati a destinazione ci si palesa davanti un aspro promontorio, da cui intravediamo l’Oceano nascosto da una fitta nebbia, e non so se essere dispiaciuta o felice del paesaggio che ho davanti. Il verde/azzurro delle acque si fa spazio tra un banco di nebbia e l’altro, facendo capolino tra gli anfratti della scogliera battuta dal vento. Da qui poi procediamo verso Azenhas do Mar, arroccata su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare. Dal vicino Miradouro si gode di una splendida vista sul pittoresco borgo di pescatori con le sue case bianche dai tetti arancioni che contrastano con il verde delle onde che si infrangono alla sua base. Al termine della nostra giornata ci dirigiamo in direzione del nostro alloggio nella località di Peniche, luogo molto amato dai surfisti. La cittadina, un po’ trasandata, ma molto legata all’attività della pesca e della sua industria, sorge su un promontorio circondato da acque e battuto dal vento che la rende, appunto, un luogo adatto per la creazione delle onde. Una menzione di merito al particolare ostello di Peniche le cui zone in comune sono ricavate all’interno di un grande capannone. Una menzione positiva anche alla playlist musicale.

Link alloggio: https://www.booking.com/hotel/pt/aktion-peniche-hostel-amp-apartments.it.html

10 Giorno – Obidos, Monastero di Alcobaça, Monastero di Batalha. La giornata inizia con un tempo un po’ incerto e di conseguenza rinunciamo alla meta mare, per raggiungere invece Obidos, affascinante borgo medievale con caratteristiche mura che cingolo il piccolo paese. Appena giunti a destinazione, facciamo una prima passeggiata percorrendo l’intero perimetro delle mura che si snodano per circa 1,5 km di lunghezza. Da qui su può godere di una bellissima vista sulle chiare casette interne e sulla brulla campagna circostante. Alla fine del nostro giro, arriviamo nei pressi del Castello e scendiamo in modo da attraversare le belle vie acciottolate del centro. Percorriamo Rua Direita, la via principale di Obidos con bancarelle e negozietti, e superiamo l’Igreja di Santa Maria fino a giungere presso Porta da Vila, via di accesso principale al borgo con una bella cappella sopraelevata ricca di azzurri azulejos. E trovo da mangiare vegano in questo piccolo borgo fermo nel tempo. Subito dopo pranzo prendiamo l’auto in direzione Monastero di Alcobaça, Patrimonio dell’Unesco dal 1989 e splendido esempio di architettura cistercense. La grande facciata barocca troneggia al centro di una spoglia piazza e si contrappone a un interno decisamente più gotico, come preannunciato dal portale d’ingresso. La verticalità degli spogli interni conferisce un senso di solennità e di eleganza al complesso. Molto bello anche il chiostro cinto da colonne con decorati capitelli. Proseguiamo poi il nostro viaggio verso il Monastero di Batalha, un imponente edificio di stampo gotico che troneggia al centro di un’ampia piazza. Cappelle, pinnacoli, archi rampanti, statue, il monastero è davvero scenografico e merita sicuramente una visita. I chiostri interni belli, ma non mi colpiscono rispetto ai precedenti. Trovo invece bellissima la Cappella Incompiuta o Capelas Imperfeitas (a pagamento), posta sul retro della chiesa, esempio di architettura manuelina con la sua elaborata pietra intagliata, quasi un vastissimo merletto. Bella e imperfetta, dopotutto mi piacciono le cose incompiute. Nel tardo pomeriggio invece decidiamo di tornare a Peniche per raggiungere a piedi Cabo Carvoeiro, posto all’estremità occidentale della penisola con un caratteristico ed enorme faraglione a pochi metri dalla scogliera. Da qui sono visibili anche le Isole Berlengas. Ormai stanchi, decidiamo di tornare verso il nostro alloggio percorrendo per un’oretta tutto il litorale che ci offre uno splendido tramonto incontaminato e quasi in solitaria.

Link pranzo: https://avocadoobidos.eatbu.com/?lang=it

11 Giorno – Coimbra. Da Peniche ci spostiamo presto in direzione Coimbra, sede della più antica e prestigiosa Università del Portogallo. La cittadina di origini medievali adagiata sulle rive del Fiume Mondego, è un saliscendi di caratteristiche stradine acciottolate su cui si affacciano edifici appartenenti ad epoche differenti. Il suo arroccato centro storico sorge infatti su un’erta collina che culmina nel complesso dell’Università. Lasciati al volo i nostri bagagli, attraversiamo subito l’Arco de Almedina, antica porta d’accesso, per immergerci, attraverso i suoi vicoletti, nel vero fulcro della città. Ci dirigiamo prima presso la Cattedrale Vecchia di Coimbra, la Sé Velha, esempio di architettura romanica portoghese dall’aspetto molto simile a un castello fortificato, e poi raggiungiamo la parte più alta dove sorge l’Università di Coimbra, Patrimonio dell’Unesco. Acquistato il biglietto di accesso che ci permette di visitare alcune delle parti più suggestive del complesso, iniziamo la nostra esplorazione partendo dal Museo della Scienza. Le parti però più suggestive della visita sono sicuramente la Cappella di São Miguel, in stile barocco e ricca di azulejos che ornano le pareti della navata, e la Biblioteca Joanina, solenne biblioteca baroccheggiante con pareti in legno e decorazioni trompe-l’oeil. Un posto che sa di polvere, di storia e di cultura raccontata dai suoi 250.000 volumi che trovavo posto tra antiche scaffalature. Forse una delle più belle biblioteche che abbia visto e forse la cosa che ho preferito di Coimbra. Terminata la nostra visita, ci dirigiamo verso la vicina Sé Nova, in stile rinascimentale, per poi proseguire in direzione della Baixa, la zona dove si concentrano locali, negozi e botteghe. Da qui raggiungiamo Praca 8 de Maio dove si erge imponente la facciata del Mosteiro de Santa Cruz, tomba dei primi due sovrani del Portogallo, con accanto l’edificio che ospita il Municipio di Coimbra. Prendiamo poi uno Spritz e uno strano cocktail azzurro con vista sull’Igreja de São Tiago e infine ceniamo in un locale molto carino in una stretta e bella via dove, tra un palazzo e l’altro, sono sospesi dei colorati tessuti di pizzo, simili ad enormi centrini che filtrano la luce del sole.

Link cena: https://www.facebook.com/Arcada-504938486291964/

Link alloggio: https://it.hotels.com/ho1249639776/hotel-veronika-coimbra-portogallo/

12 Giorno – Porto. L’indomani ci dirigiamo verso l’ultima tappa del nostro viaggio, Porto. Di Porto ne ho già parlato in un precedente articolo relativo a un weekend trascorso in quella che viene definita la capitale del nord del Portogallo. Quindi lascio il link dell’articolo (poiché il giro è stato pressoché il medesimo) https://ludoadvisor.com/porto-la-citta-sulle-rive-del-douro/ e mi limito a fare delle aggiunte o a segnalare dei posti. Decadente, popolare, mercantile, Porto racchiude l’anima sincera di una regione, e, se devo essere sincera, è la città che più amo del Portogallo, anche più della splendida Lisbona. Durante questa seconda visita scopriamo un nuovo angolo suggestivo della città, Largo da Pena Ventosa, una raccolta e coloratissima piazza a pochi passi dalla Cattedrale e proviamo un locale vegano molto carino con tanta scelta e formula buffet di qualità (link in basso). Inoltre, ormai arrivati agli sgoccioli di questa vacanza, posso affermare 4 cose: in Portogallo l’acqua costa tantissimo, il caffè pochissimo, il bidet non lo trovi neanche a pagarlo e le strade sono tenute benissimo, anche quelle in mezzo al nulla.

Link locale: https://www.daterra.pt/

Link alloggio: https://www.mystay.pt/

13 Giorno – Porto. https://ludoadvisor.com/porto-la-citta-sulle-rive-del-douro/ Dato che durante la visita precedente non siamo riusciti a prendere il famoso tram 1, approfittiamo di questa occasione per colmare la lacuna. Dunque, nel primo pomeriggio decidiamo di fare questa esperienza, recandoci al capolinea del linea Infante – Passeio Alegre, con partenza proprio sotto le scale della Chiesa di San Francesco. Fatto il biglietto direttamente in carrozza, saliamo sullo storico mezzo con meno confusione delle previsioni, e ci dirigiamo verso l’Oceano. Dopo circa 20 minuti di tragitto arriviamo a destinazione e, con una breve passeggiata, raggiungiamo l’iconico faro, il Farolim de Felgueiras: proprio qui le acque del Douro si gettano nell’Oceano Atlantico. Sarò impopolare, ma non la collocherei tra le esperienze più belle di questa vacanza. Sicuramente carino, ma più bello il giro in tram a Lisbona e, con certezza, posso asserire che Porto offre comunque attrazioni più belle e sincere.

Link pranzo: http://tabernario.pt/

14 Giorno –  Ritorno. Ormai al termine del nostro viaggio, prendiamo l’auto per tornare in direzione Lisbona dove l’indomani ci aspetta all’alba il nostro volo. Facciamo un ultimo saluto alla bella capitale e lasciamo questo paese che sa ancora regalare sprazzi di autenticità e bellezza incontaminata.