Skip to content Skip to footer

Il mio viaggio in Giappone

Cosa vedere in Giappone in 9 giorni

Tradizione millenaria e città avveniristiche, il Paese del Sol Levante è territorio di contrasti dove enormi metropoli e villaggi rurali coesistono senza stridore. Grattacieli, scenografici templi, castelli secolari, alberi in fiore, il Giappone fa mostra di un fascino unico dove ogni esperienza rappresenta la possibilità di imparare qualcosa di nuovo, volto anche alla scoperta di una popolazione estremamente cordiale e dai peculiari usi.

L’idea di questo viaggio è merito di un professore del mio corso di studi universitari che, sposato con una donna giapponese, accompagna volentieri i suoi studenti alla scoperta di questa splendida nazione in parte per puro piacere e in parte per tenere vivi i rapporti “diplomatici” con i poli universitari in loco. Quindi, con un professore di economia come guida, partiamo alla scoperta del Giappone, poco prima della notoria fioritura dei ciliegi, diretti verso le città di Tokyo, Kyoto e Osaka (e parto con un solo braccio perché il destro è reduce da una frattura scomposta di circa 3 settimane prima, causata da una rovinosa e imbarazzante caduta dallo snowboard).

Itinerario

1Giorno Tokyo (Shinagawa). La nostra giornata inizia all’alba (in realtà di notte) con il volo intercontinentale in partenza da Milano Malpensa e diretto all’aeroporto di Tokyo – Haneda con scaldo a Pechino. Dopo degli assurdi controlli presso l’aeroporto cinese (ho dovuto togliere il tutore al braccio per dimostrare che non nascondessi un’arma di distruzione di massa all’interno), arriviamo nella capitale giapponese quasi nel tardo pomeriggio. Caotica e organizzata, la città si mostra già nella sua bellezza e imponenza, con i suoi numerosi grattacieli e le insegne luminose. Avendo poco tempo a disposizione, non ci allontaniamo molto da quello che sarà il nostro alloggio, e giriamo al tramonto per le strade di Shinagawa, vivace quartiere che sorge sulla baia dove una passerella di legno permette di passeggiare con tranquillità tra piccoli locali e alberi fioriti. È in questa zona che assaggiamo il nostro primo autentico ramen in un piccolissimo locale dove, per scegliere la pietanza, vi è una specie di Jukebox con alcuni tasti e delle immagini. Quindi, senza sapere esattamente cosa stiamo ordinando, premiamo a caso un tasto a testa e attendiamo il nostro caldo pasto pagato 450 yen, circa 3,40 euro.

Link alloggio: https://www.toyoko-inn.com/index.php/eng/search/detail/00042.html

2 Giorno – Tokyo (Asakusa – Sensoji – Shibuya). Una delle cose che più sconvolge noi occidentali in Giappone, è forse la visione del WC. Anche in molti dei posti più economici o nelle stazioni di metro e treno, il gabinetto è completamento meccanizzato e presenta un pannello di controllo che permette di espletare più funzioni (diversi getti d’acqua, profumo, musica, temperatura della seduta, getti d’aria, etc.). Per i giapponesi pulizia e igiene sono tenuti infatti in grande considerazione e non esistono bagni poco puliti.

La nostra giornata inizia con una tradizionale colazione giapponese dove fanno da padrone riso, verdure, sottaceti, pesce, zuppa di miso e tamagoyaki, la tipica omelette arrotolata con il mirin.

Presa la metro a pochi minuti dall’hotel, ci dirigiamo verso il quartiere di Asakusa dove sorge il tempio buddista più antico della città, il Sensoji. Qui si erge la sua entrata principale, il Kaminarimon, da cui parte una strada di circa 200 metri che, tra negozi e bancarelle, conduce al secondo ingresso che dà accesso al vasto complesso.

Procediamo poi alla scoperta del quartiere di Shibuya, tra palazzi e megaschermi luminosi. Qui si trova la statua di Hachiko, il fedelissimo cane, e il famoso e affollatissimo incrocio che, allo scattare del verde, si riempie di centinaia e centinaia di persone intente nell’attraversamento. Continuiamo nell’esplorazione del quartiere tra ristoranti, negozi e sale da gioco, fino a Dogenzaka, zona dove sorgono numerosi love hotel con stanze a tema.

Tra una via e l’altra, ci fermiamo presso uno dei tanti negozietti (onigiri-ya) specializzati nella vendita degli onigiri, tipici spuntini giapponesi composti da una palla di riso triangolare con un ripieno all’interno e chiusi da un’alga per facilitarne la presa. Terminata la visita al quartiere, ormai al calare del sole, ci fermiamo presso un locale per provare il sushi. Qui lo chef, al centro del ristorante, serve direttamente ai clienti seduti al bancone le sue preparazioni fatte anche con tipologie di pesce poco usate in Italia. Impariamo inoltre che qui il wasabi viene già inserito all’interno del sushi e che si possono tranquillamente utilizzare le mani per mangiarlo.

3 Giorno – Tokyo (Roppongi –  Mori Art Museun – Ginza – mercato di Tsukiji – Kabuki-za). Iniziamo con la visita al quartiere di Roppongi, vivace distretto famoso per la sua vita notturna, i suoi hotel, i suoi grattacieli e per la Tokyo Tower che, con i suoi 634 m di altezza, domina lo skyline della città (ed è possibile anche salire e godere della vista della metropoli dall’alto). Entriamo poi al Mori Art Museum, museo di arte contemporanea che sorge agli ultimi piani della Torre Mori. Qui, oltre alle splendide opere d’arte, godiamo della vista del panorama, nonostante la giornata grigia e piovosa.

Proseguiamo poi verso il quartiere di Ginza, zona di lusso della città e luogo ideale per lo shopping tra numerosi negozi e grandi magazzini. Qui impariamo che la frutta in Giappone può essere estremamente costosa, che esiste un’imbarazzante varietà di gusti di KitKat e che ogni pasto sarà servito accompagnato sempre da una tazza di tè verde e da una ciotolina di zuppa di miso.

Ci perdiamo poi tra le vie del mercato esterno di Tsukiji con le sue bancarelle ricolme di pesce e i piccoli locali (izakaya) che si affacciano sulla strada, celati dietro a svolazzanti tende.

Nel tardo pomeriggio, decidiamo di assistere presso il Kabuki-za, il teatro principale di Tokyo, a una rappresentazione di Kabuzi. Oltre al tradizionale biglietto d’accesso, è possibile anche acquistare un ticket per vedere anche solo uno degli atti di cui si compone il lungo spettacolo e noi optiamo per questa scelta. Bello, ma molto strano per un occidentale. Infatti, per la visione di uno spettacolo di questa tipologia di teatro, bisogna completamente abbandonare i propri canoni di riferimento in materia per aprirsi a una forma d’arte ancora poco conosciuta in Occidente.

4 Giorno – Tokyo (Akihabara – TeamLab Planets). Prima tappa della giornata è Akihabara, il quartiere paradiso dell’elettronica, dei manga, degli anime e dei videogiochi. Qui interi palazzi sono dedicati alla vendita di oggetti legati alla tecnologia e suddivisi per categorie su ogni piano degli enormi stores. Merita una visita il negozio Super Potato che ospita un’infinità di videogiochi vecchio stile e una vera e propria sala giochi di altri tempi. Nel pomeriggio decidiamo invece di recarci presso un Maid cafè del quartiere dove veniamo accolti da alcune cameriere vestite da stravaganti governanti con abiti corti ricchi di merletti e pizzi. Posto all’interno di un palazzo e raggiungibile tramite un ascensore interno, il locale è molto colorato e offre la possibilità di ordinare varie tipologie di dolcetti accompagnati da bevande. Ci viene chiesto inoltre di scegliere che tipo di personaggio vogliamo che sia disegnato sui piatti dei nostri dolci (per esempio Sailor Moon) e ci fanno scegliere quali buffe orecchie di peluche vogliamo indossare. Dopo l’arrivo dei piatti, ci intrattengono con una sorta di spettacolo musicale e, a pagamento, ci danno la possibilità di farci una foto assieme (bello eh, ma la foto anche no). Quasi verso sera, ci dirigiamo verso il TeamLab Planets, museo di arte digitale di Tokyo. Sicuramente non una tappa convenzionale del viaggio, ma un’esperienza immersiva che vale davvero la pena vivere. Acquistato il biglietto con anticipo online e fatta un po’ di coda all’ingresso, entriamo nella vasta struttura di oltre 10.000 mq e accediamo ad una seria di stanze/ambientazioni dove vengono coinvolti tutti e cinque i sensi in un susseguirsi di colori, luci, acqua, suoni e materiali differenti. Consigliato.

Link TeamLab Planets Tokyo: https://planets.teamlab.art/tokyo/

5Giorno – Osaka (Minami). Dopo un inizio di giornata presso l’Università, prendiamo nel pomeriggio lo Shinkansen che ci porta ad Osaka (Shinkansen è la rete ferroviaria giapponese di treni ad alta velocità sulla quale viaggiano i cosiddetti “Treni proiettile” che possono raggiungere anche i 320 km/h grazie alla levitazione magnetica). Avremmo voluto goderci di più il tranquillo viaggio, ma cadiamo tutti in un sonno profondo sino all’arrivo nella città, accompagnati dalla pioggia. Ormai calato il sole, giriamo tra le strade bagnate del quartiere di Minami, nei pressi della stazione di Namba, tra locali, negozi, chioschi di street food e sale giochi. Ci fermiamo infine in un piccolo locale, scelto d’istinto tra le tante proposte, per assaggiare qualche specialità di Osaka (quasi tutti i locali in Giappone espongono nelle proprie vetrine delle riproduzioni in plastica delle pietanze che si andranno a consumare all’interno). Proviamo l’okonomiyaki, una sorta di frittata con una base di uova, farina, cavolo cappuccio, carne, pesce o verdure, condito con salse giapponesi e maionese, assaggiamo poi le takoyaki, le tipiche polpettine di polpo coperte di salse e katsuobushi e infine degli udon cucinati con il polpo . A stupirci, oltre alla bontà del cibo, è la modalità con cui ci viene servito su una sorta di piastra calda al centro del nostro tavolo.

6Giorno – Osaka (Shitennoji – Kuromon Market – Umeda). Svegli presto, lasciamo il nostro alloggio alla scoperta della città. La prima cosa che ci colpisce sono i tombini decorati e colorati che incontriamo camminando. Ciascun comune del Giappone adotta infatti un proprio design da conferire ai tombini per rappresentare la propria peculiarità e Osaka, in questo caso, sceglie il suo castello durante la fioritura dei ciliegi. Raggiungiamo il Tempio Shitennoji, uno dei più antichi del Giappone con il suo incredibile giardino, e poi ci dirigiamo verso il Kuromon Market, affollatissimo mercato che si sviluppa all’interno di una galleria nella parte meridionale del quartiere Chuo Ward. Qui il colore fa da padrone tra fluorescenti insegne al neon a forma di animali marini e lanterne. La sera invece ci dedichiamo all’esplorazione della zona di Umeda, vivace quartiere pullulante di locali, hotel e importante centro d’affari. Durante questa giornata (in realtà conferma dei precedenti giorni) impariamo che per i giapponesi, data la loro estrema gentilezza, è difficile dire “non so la strada” o “non posso aiutarti con le indicazioni”. Cercano in tutti i modi di poter essere d’aiuto, anche quando non sanno effettivamente dove si trova un posto. Impariamo inoltre che una volta perso un portafoglio o un telefono in Giappone, qualcuno si preoccuperà di rincorrerti per restituirlo o si preoccuperà di avvisarti se hai la borsa aperta o se stai per perdere qualcosa (che, nel mio caso, con un braccio solo è all’ordine del giorno). Impariamo che si fa sempre la fila davanti alle porte della metro o del treno e tutti (e dico tutti) si mettono in coda, non ci sono furbi o file caotiche. Impariamo che esiste il wi-fi free quasi ovunque (questo, in realtà, soprattutto a Tokyo). Impariamo che il sottofondo musicale in metro è il cinguettio registrato degli uccelli. Impariamo che soffiarsi il naso non è molto educato, ed è meglio tirare su. Impariamo che non si fuma per strada e che non sono ben viste le effusioni in pubblico o atteggiamenti molto esuberanti. Impariamo che gli autisti degli autobus salutano ogni persona che entra o esce dal loro mezzo e impariamo infine che è bene coprire i tatuaggi molto vistosi perché associati alla criminalità.

7Giorno – Kyoto (Ginkakuji – Kinkaku-ji – Gion). Partiamo diretti verso Kyoto, perla del Giappone ed ex capitale ricca di templi, santuari e caratteristiche strade in cui poter ancora incontrare, con un po’ di fortuna, una vera geisha. Prima tappa della giornata è il Tempio Ginkakuji, un vero e proprio gioiello dove regna la quiete all’ombra degli aceri, accanto alla scroscio dei corsi d’acqua e con una splendida vista sulla città e sull’intero complesso. Procediamo poi diretti verso il Tempio Kinkaku-ji, anche conosciuto con il nome di Tempio d’Oro a causa del rivestimento dei suoi esterni realizzato con foglie d’oro. Il tempio, patrimonio dell’Unesco,  si sviluppa su tre piani ed è visitabile solo all’esterno dove si apre un vasto e splendido giardino, attorno a un laghetto su cui si riflette il dorato edifico. Nel pomeriggio inoltrato invece esploriamo il quartiere di Gion e la zona di Hanami-koji Dori dove, tra piccoli cafè, ristoranti, sale da tè e antiche case in legno, è possibile incontrare una geisha o una maiko (aspirante geisha). Camminiamo per un po’ lungo il canale e tra le strade di questo bellissimo quartiere in cui vorremmo rimanere per ore.

8Giorno – Kyoto (Fushimi Inari – Sannenzaka e Ninenzaka – Pagoda Yasaka-no-to – Kiyomizudera). La giornata inizia presto con la visita allo splendido complesso di Fushimi Inari, tra i più importanti santuari shintoisti in Giappone, famoso per il suo ingresso preceduto da un tunnel di numerose porte torii di un acceso colore rosso/arancione che dalla foresta conduce il visitatore sino alla cima del monte Inari, a 233 metri d’altezza. Il complesso, costituito da cinque santuari e circondato dal bosco, è completamente gratuito e di una bellezza senza tempo. Camminare tra le sue file di porte è davvero suggestivo e ascetico ed è molto probabile imbattersi nelle scimmiette che abitano il luogo. Una volta terminata la nostra visita, ci dirigiamo verso Sannenzaka e Ninenzaka, due strade che mostrano come doveva apparire la città prima dei tempi moderni. Passeggiamo circondati da botteghe, piccoli locali, sale da tè, bancarelle di souvenir e ci stupiamo della bellezza di questo posto tra le sue dolci strade in pendenza. Mentre camminiamo sul viale Ninenzaka ci godiamo lo spettacolo della Pagoda Yasaka-no-to che con i suoi 5 piani domina l’intera zona. Ultima tappa della giornata il Tempio Kiyomizudera, tra i più famosi  e antichi del Giappone e Patrimonio dell’Unesco. Situato sulla sommità di una collina, regala una vista mozzafiato sulla città e sugli splendidi colori della vegetazione che lo circonda.

9Giorno – Osaka (Cupnoodles museum – Castello di Osaka). Lasciamo Kyoto (che rimarrà sempre nel mio cuore) per tornare verso Osaka e imbatterci nuovamente in una giornata molto piovosa. Spinta dai miei compagni di viaggio e dalla nostra insolita guida, visitiamo il Cupnoodles Museum Osaka Ikeda, una sorta di museo/fabbrica che ha come protagonista i noodles. Direi non imperdibile. Dopo l’assurda visita, ci dirigiamo verso il Castello di Osaka, posto su una collina e circondato da ettari di parco. Esploriamo gli interni che ospitano un museo di svariati manufatti storici e saliamo sulla sommità per godere della bella vista. Infine, ormai al calar del sole, ci godiamo il nostro ultimo giro nella città giapponese prima di prendere la mattina successiva il nostro volo di ritorno.