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Giordania on the road

Cosa vedere in Giordania in 7 giorni

Rovine e deserti, tè e caffè, hummus e falafel, sabbia e spezie, la Giordania è la patria di una delle sette meraviglie del mondo, Petra, ma anche luogo di paesaggi lunari, antiche città e affollati mercati.

Culla di molteplici civiltà, posta nel Medio Oriente, essa è considerata uno dei paesi più liberali del mondo arabo e tra quelli più sicuri da visitare, rispetto ai territori posti ai suoi confini, da tempo teatro di conflitti e contese.

Per visitare questo splendido Paese, a bordo del nostro pullmino e accompagnati dalla nostra carismatica guida, abbiamo impiegato 7 giorni, intensi e belli. Il consiglio per visitare al meglio la Giordania è di noleggiare un mezzo di trasporto: la benzina costa poco e le strade sono abbastanza ben tenute. Sul ciglio delle stesse, intenti all’attraversamento, non è raro trovare alcuni dromedari.

Il nostro viaggio in questa terra si è svolto in pieno Ramadan, la pratica islamica relativa all’astensione da cibo, bevande e rapporti dall’alba al tramonto per un intero mese (le date dedicate al periodo del digiuno variano a seconda del calendario lunare islamico). In questo periodo la vendita degli alcolici è vietata, fatta eccezione per alcuni alberghi più turistici, e anche i negozi seguono un orario ridotto.

Con queste premesse, zaino in spalla, piano voli pessimo e una birra durante lo scalo ad Istanbul, siamo partiti alla scoperta di questo splendido Paese. Ultima premessa: i soldi sono stati portati in euro e cambiati direttamente in Giordania in valuta locale, nei luoghi, secondo la nostra guida, con un tasso di cambio più favorevole.

Itinerario

1 Giorno – Monte Nebo – Madaba – Piccola Petra – Petra by night. Atterrati intorno alle 4 del mattino al Queen Alia International Airport, con tutte le valige all’appello, attendiamo l’emissione del visto prima di dirigerci verso Amman, la capitale che in realtà visiteremo durante gli ultimi giorni del nostro viaggio. Dopo un’oretta per rifrescarci e una fugace colazione, carichiamo i bagagli su quello che sarà il nostro mezzo di trasporto per l’intero viaggio, un piccolo pullmino che, alle volte, tra erte salite e improbabili percorsi, ho pensato non potesse farcela (ma che in realtà mi ha sempre smentita). Proprio qui conosciamo la nostra splendida guida locale, Akram, un esuberante uomo giordano che parla perfettamente italiano e che ci accompagna verso la prima tappa della giornata, il Monte Nebo, meta di pellegrinaggio religioso poiché si ritiene che su di esso il profeta ebraico Mosè abbia avuto la visione della Terra Promessa che Dio aveva destinato al suo popolo dopo la fuga dalla schiavitù in Egitto. Il caldo incalzante e la foschia non ci permettono di godere a pieno del panorama che si affaccia sulla Valle del Giordano e sul Mar Morto. Fanno parte del sito anche il Memoriale di Mosè con un piccolo museo e i resti di un’antica basilica di cui si possono osservare alcuni mosaici ben conservati.

Terminata la nostra visita proseguiamo verso la seconda tappa, Madaba, posta a 35 km da Amman sulla Strada del Re e conosciuta anche come la Città dei Mosaici: infatti, oltre agli splendidi minareti e ai resti della vecchia città romana, essa vanta, all’interno della Chiesa di San Giorgio, un mosaico di grande rilevanza storico/artista raffigurante la Terrasanta in una sorta di carta geografica della regione. I muri degli edifici di questa cittadina, ma anche di quelle che vedremo in seguito, sono di colore ocra, tutti molto simili. Tra di essi svettano, imponenti, i minareti e le cupole dorate delle moschee.

Ci fermiamo poi per una pausa in un negozio che vende frutta secca, dove assaggiamo praticamente tutto: mandorle salate, pistacchi, noccioline e squisiti datteri. Proviamo anche il succo di melagrano e di arancia, spremuto al momento, che viene venduto in piccoli chioschi lungo le strade della città.

Dopo la visita di Madaba, proseguiamo verso la Piccola Petra, a 14 km dal più famoso parco archeologico e anch’essa sito nabateo con scenografici edifici scolpiti nella roccia all’interno di canyon ocra/arancio. Per concludere questa prima bellissima interminabile giornata, giungiamo, ormai in serata, presso Petra per assistere al Petra by Night, lo spettacolo del Tesoro del sito illuminato da migliaia di piccole fiaccole dalla luce tremolante e calda. La vista vale il biglietto, ma non aspettatevi un grande spettacolo dal punto di vista organizzativo o di esibizioni.

Link alloggio: https://www.booking.com/hotel/jo/petra-corner-petra-district.it.html?auth_success=1

2 Giorno – Petra. Già dal secondo giorno in questa meravigliosa terra apprendo che cene e pranzi sono spesso a buffet, che la colazione è sempre un po’ discutibile, che il concetto di vegano è molto simile al vegetariano e che il pollo potrebbe essere considerato tranquillamente un alimento in linea con la cucina vegan.

Detto questo, iniziamo la giornata molto presto per goderci il più possibile la visita di Petra, dopo il preludio della sera precedente. Soprannominata anche la Citta Rosa e annoverata tra le 7 meraviglie del mondo moderno, il sito archeologico, che oltre al Tesoro (in lingua locale Al-Khazneh) comprende anche tombe, teatri, case e mosaici, sorge ubicato tra le montagne: i Nabatei, infatti, utilizzavano la posizione strategica del luogo per proteggersi da eventuali attacchi da parte dei nemici.

Dopo più di 1 km all’interno delle strette pareti del canyon (il Siq), si giunge alla magnifica e famosa facciata del Tesoro, alta 43 metri, scavata nella roccia arenaria con statue e colonne e illuminata dal primo caldo sole della giornata. La vista, tra i cammelli e i primi visitatori, è da togliere il fiato. Ci si sente piccoli al cospetto di tanta bellezza.

Proseguiamo poi l’esplorazione di Petra dirigendoci verso il Monastero, il monumento più grande del sito, raggiungibile attraverso un’erta salita con circa 800 scalini, bancarelle lungo la via e un intenso viavai di asini, accompagnati da beduini, intenti a portare a destinazione i turisti meno allenati (da leggere con un velo di disprezzo per la fatica a cui sono sottoposti questi poveri animali, tra peso e caldo). Ci godiamo la vista del Monastero prima dallo spazio antistante e poi da una piccola altura posta di fronte: qui prendiamo una tazza di tè alla menta ammirando il paesaggio che ci circonda.

Verso la fine della nostra visita conosciamo quello che decidiamo di ribattezzare con il nome Enzo, un buffo cucciolo di asino con il pelo sugli occhi che vaga dolce per le vie dell’immensa Petra, seguendoci per qualche minuto.

Esausti dai numerosi passi sotto al sole, all’uscita dal sito, ci fermiamo per un aperitivo con birra analcolica, coca-cola e acqua, dopotutto siamo in pieno Ramadan. Qui assaggiamo hummus, falafel, olive, pane (che poi sarà quello che mangerò praticamente tutti i giorni). La sera invece troviamo un posto per bere qualcosa nel bar di un grosso hotel nei pressi del sito.

Link alloggio: https://www.booking.com/hotel/jo/petra-corner-petra-district.it.html?auth_success=1

3 Giorno – Petra – Wadi Rum. Dedichiamo la prima parte della mattinata ancora alla visita di Petra e raggiungiamo l’Ara Sacrificale con una bella vista sulla vallata circostante. Dopo un caffè arabo al cardamomo, torniamo al nostro pullmino per dirigerci verso la successiva tappa, il Wadi Rum, la distesa desertica più vasta del Paese. Giunti alle porte del deserto, lasciamo il nostro mezzo e saliamo nel vano posteriore aperto di tre jeep che ci accompagnano lungo alcune imperdibili tappe all’interno del Wadi Rum. Il panorama scorre veloce attorno a noi e la sabbia entra negli occhi, mentre proviamo a coprirci con la kafiah avvolta sulle nostre teste. Intorno a noi una distesa di formazioni rocciose di granito ed arenaria e dune di sabbia dai colori aranciati e rosati che rendono il paesaggio quasi lunare o forse appartenente a un altro pianeta, direi Marte seguendo l’immaginario collettivo.

Digressione da climber: il grip di questa roccia giordana è pazzesco!

Mentre esploriamo il deserto, facciamo prima tappa presso un canyon, poi scendiamo correndo lungo una soffice duna di sabbia dorata e infine saliamo su uno scenografico arco di roccia forgiato dall’azione del vento. Poco prima del calare del sole, raggiungiamo invece la cima di una collinetta e ci godiamo lo spettacolo silenzioso del tramonto: il sole si nasconde dietro le formazioni rocciose più lontane e i colori attorno a noi cambiano drasticamente dal giallo ocra all’arancione fino al rosso. Uno dei panorami più belli che abbia visto.

Calato il sole, riprendiamo le nostre jeep per dirigerci verso il campo beduino dove passeremo la notte. Qui troviamo ad attenderci delle casette tendate con letti spartani e la cena pronta all’interno di un grande tendone con panche, tappeti e un fuoco acceso al centro (la temperatura scende notevolmente durante la notte). Sotto la sabbia, in un grande pentolone, cuoce lo Zarb, il barbecue tipico beduino a base di carne e verdure. Fuori dalla tenda solo il buio assoluto e le costellazioni (nel sottolineare la bellezza di questo paesaggio, diciamo pure che andare in bagno di notte nel deserto non è altrettanto piacevole).

4 Giorno – Wadi Rum – Aqaba – Mar Rosso. La giornata inizia prima del sorgere del sole in modo da raggiungere i nostri temporanei e curiosi nuovi mezzi di trasporto: 17 dromedari che ci portano in groppa per farci assistere a uno degli scenari più belli di questo viaggio, l’alba nel deserto. Camminiamo lentamente sulla sabbia mentre i colori intorno a noi cominciano a mutare e a scaldarsi, come la temperatura. I primi raggi del sole baciano le rocce e il cielo comincia a divenire azzurro.

Dopo questo spettacolo e dopo la colazione, riprendiamo il nostro viaggio in direzione di Aqaba, punto di accesso per il Mar Rosso e unica città costiera della Giordania. Qui ci attende un’imbarcazione che ci conduce in alcuni punti per immergerci nella acque del Mar Rosso e fare snorkeling in cerca degli splendidi fondali. Peccato la giornata molta ventosa e non particolarmente calda.

Terminato il nostro giro in barca, giriamo per le strade e il mercato di questa città che vive principalmente della sua funzione portuale, ascoltando la voce del muezzin che richiama, per 5 volte al giorno, i fedeli alla preghiera.

La sera mangiamo in posto un po’ eccentrico ma buono dove assaggiamo anche il babaganoush, la crema di melanzane arrostite, e il Fattush, una specie di insalata mista con cetrioli, pomodori, menta, cipollotti e pane croccante.

Nota: il sistema fognario in Giordania non è particolarmente all’avanguardia, pertanto, dopo aver utilizzato la carta igienica, bisognerà sbarazzarsene gettandola nell’apposito cestino. Anche lo scarico non è quasi mai particolarmente efficiente. Ricorda, quello che getti nel wc non è detto che vada giù!

Link alloggio: https://raadhotel.com-jordan.com/

Link ristorante: https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g298101-d5028246-Reviews-Papaya_Fish_Market_Grills-Aqaba_Al_Aqabah_Governorate.html

 

5 Giorno – Riserva di Dana – Madaba. Il nostro quinto giorno di viaggio inizia con il trekking nella Riserva di Dana, la più grande riserva naturale della Giordania, un luogo fatto di arenaria e granito, con ginepri e sabbia. Ad attenderci all’inizio del percorso la nostra guida per l’occasione, un omone giordano con abiti mimetici e un pessimo inglese che poi ci stupirà con il contenuto di quello che pensavamo essere solo un semplice bastone. Con lui anche il nostro pranzo al sacco, il manaqish, una sorta di focaccia condita con una miscela di erbe e olio. Per tre ore esploriamo la vasta riserva inerpicandoci su piccole colline e percorrendo sentieri più o meno esposti. A metà strada ci fermiamo per il nostro pranzo, mentre la guida ci prepara un tè caldo con l’occorrente portato nel suo zaino.

La sera torniamo a Madaba città che, al calare del sole, prende vita con le sue strade gremite di gente, negozietti ed eccentriche macchine.

Nota: il concetto dell’utilizzo del clacson in Giordania è molto folcloristico. Utilizzano il clacson senza reali motivazioni. Da soli, in mezzo ad una strada senza altri veicoli. In città e fuori città.

Link alloggio: https://www.booking.com/hotel/jo/salome.it.html

6 Giorno – Mar Morto – Amman. Percorrendo la panoramica strada che si districa tra le montagne deserte della zona, raggiungiamo la prima tappa di questo sesto giorno di viaggio, il Mar Morto, il luogo più basso della terra a circa 415 metri sotto il livello del mare con le sue acque dall’elevatissima salinità, di gran lunga superiore rispetto alla norma. Per poter raggiungere le sue spiagge, è altamente consigliato accedere attraverso accessi privati per diverse ragioni: le coste frastagliate, la necessità della doccia legata alla salinità dell’acqua, e il costume non sempre ben visto in un paese musulmano. Noi abbiamo utilizzato un pass giornaliero per l’accesso attraverso la struttura dell’Holiday Inn.

La sensazione, non appena ti immergi nelle sue acque, è strana. L’istinto ti dice di nuotare, ma rimani a galla senza fare assolutamente nulla.  Sono consigliate anche le scarpe per gli scogli a causa dell’ingresso poco agevole in acqua (i piedini ringrazieranno) ed è vivamente consigliato di non depilarsi il giorno prima o il giorno stesso (così, per esperienza personale).

Terminato il nostro momento di relax, ci dirigiamo verso Amman, capitale della Giordania. Caotica e popolosa, la città sorge su 7 colli ed è caratterizzata dalla densità delle sue abitazioni chiare e dal traffico. Visitiamo dunque la Cittadella, sito archeologico posto sulla sommità del colle più alto con antiche rovine romane e da cui si gode di una vista a 360° sulla città. Scendiamo poi verso la parte bassa di Amman imbattendoci prima nel Teatro Romano, risalente al II secolo a.C., e poi nel Suq, la zona del mercato con bancarelle e negozietti dal persistente odore di spezie.

La sera decidiamo di prendere un taxi per raggiungere il luogo della nostra cena. Rispetto al prezzo dei taxi milanesi, in Giordania il costo è molto inferiore e si aggira su circa 2 JOD a tratta.

Link cena: https://tawaheenalhawarestaurant.com/

Link alloggio: http://www.7boyshotel.com/

7 Giorno – Jerash – Amman. L’ultimo giorno del nostro viaggio inizia presso Jerash, una delle città di epoca romana meglio conservate al mondo, a 50 km circa da Amman. Ci dedichiamo all’esplorazione del vasto sito che ospita, a cielo aperto, le rovine della Piazza Ovale con le sue 56 colonne, l’Arco di Adriano, teatri e templi, l’Ippodromo e il Ninfeo. Il tempo minimo necessario per la visita di questo sito è di almeno 2 ore.

Nel pomeriggio ritorniamo invece ad Amman e ci dirigiamo verso la Rainbow Street, strada famosa per i colorati graffiti, i locali e i negozi alla moda.

La sera ci fermiamo in un posticino spartano in un vicolo e mangiamo i falafel più buoni dell’intero viaggio (credo di averne mangiati almeno 15 o, per lo meno, era quella la sensazione). Finita la cena, ci facciamo consigliare un posto dove provare la shisha (narghilè) e finiamo in un locale con vista sulla città dove ci godiamo l’ultima sera del nostro viaggio al profumo di mela, uva e limone.

Alla fine di questo viaggio, oltre allo splendore innegabile di Petra e alla vastità e alla bellezza dei paesaggi del deserto, i ricordi più belli sono legati ai momenti passati sul pullmino tra il sonno incalzante, le bocche spalancate durante la nanna, la musica ascoltata e le canzoni cantate senza ricordarne i testi.

I ricordi più belli sono ancora quelli legati alle serate davanti al poco alcool comprato in aeroporto, quelli legati alle battute e ai fraintendimenti, ai taxi persi per le vie di Amman, ai selfie di Akram, alle lacrime per le risate e alla leggerezza che si prova.